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12 ottobre 2026

©i giorni



Improvviso il vento e il cielo è cambiato, nuvole grigie lentamente coprono il sole e la luce si espande nascosta cambiando i colori e le sfumature brillano come cristalli lanciati in cielo.
Un delicato dipinto che la natura ci regala e la mente spazia tra fantasia e realtà e tutto si fa rarefatto e, tutto, riporta a vecchi ricordi quanto eravamo ancora tutti insieme.
So che anche per te questi giorni di ottobre fanno riaffiorare quei segni che sono la mancanza di loro e, so, che quei segni resteranno lì per sempre a ricordarci cosa ci manca, cosa il cuore non riesce a dimenticare.
Gli anni passano e tante cose sono cambiate e, forse, anche noi un pò lo siamo ma ciò che non cambierà mai è la famiglia che si siamo scelti, quel luogo sicuro e incontaminato che è rifugio e sicurezza.
Non importa dove siamo, cosa facciamo, quanto ci faccia male il cuore finché sapremo che alzando gli occhi e guardando il cielo terso o pieno di luce sapremo che dall'altra parte del mondo ci sarà un "pezzo" di famiglia rimasto che, penserà la stessa cosa, che proverà le stesse cose e ricorderà le stesse persone.
Abbiamo tanto vissuto insieme, così tanto da essere oltre la metà della nostra vita e quel vissuto, quel legame è ciò che fa famiglia.
Viviamo un tempo al contrario ma non cambia questi giorni di ottobre difficili e un pò malinconici che ci legano come un filo sottile e invisibile che non si può spezzare, né si spezzerà.
Ma tu lo sai, devi solo ricordarlo.
©Lughe

 
Ascolta e balla con me


09 ottobre 2026

©tenera notte


La notte è tiepida e il vicolo è solitario, umido per la pioggia, coperto dalle foglie e dai ricci del castagno ed straordinariamente pacificante.
Il profumo dei ceppi che bruciano nei camini delle case accanto lascia un sapore di caldo e avvolgente nello scricchiolio, unico rumore, delle foglie sotto i piedi.
Da lontano le luci delle finestre che lo illuminano sembra un piccolo presepe fuori tempo ma quello che nessuno può vedere è l'affetto e la preoccupazione che ci ha circondato in quei lunghi mesi di caos, fatto di sorrisi aperti e sinceri, di piccole carezze silenziose e di abbracci senza parole, quando le lacrime faticavano a restare rintanate in sguardi terrorizzati.
Nonostante non sia casa in tutti questi anni un po' casa lo è diventata per i volti e i sorrisi di questi montanari dal viso rude e il cuore tenero come una calda coperta.
Cammino nel silenzio di questa notte e una lacrima sfugge al controllo perché questo luogo è un piccolo angolo di pace pieno di quel calore unico che solo la sincerità delle persone arroccate ai piedi di monti impervi e pieni di storia resiliente, regala.
La pioggia piano si placa e resta il suo profumo mischiato al muschio leggero e ai ceppi nei camini e dopo tanto tempo il cuore è calmo e la testa è libera.
Rifaccio lentamente la salita fino a casa e tutto mi sembra possibile e respiro questi profumi e finalmente questa notte dormirò.
©Lughe




06 ottobre 2026

©racconti convessi


A volte i pensieri sembrano come avvolti in una bolla che distorce le lettere allungandole, arrotondandole senza mai perdere il senso.
I ricordi sembrano sfocati eppure i contorni sono nitidi e ben definiti, forse, i dettagli si sono persi ma la sensazione e il calore di quei momenti è, e resta sotto pelle per sempre.
Mi specchio in una pozza e mi sembra, per un attimo, di non riconoscermi.
Solo per un attimo.
Ogni segno, ogni ruga è un caos attraversato e quei segni mi ricordano che per quanto difficile sia in qualche modo passa.
Restano i segni ma anche tutte le mani che si sono strette nella mia con piccoli messaggi, con video e foto, con lunghe mail piene di effetto e vicinanza e lunghe telefonate.
Sono davvero fortunata perché per quando difficile e grande sia il caos ho persone che mi vogliono bene che asciugano le lacrime senza domande, con discrezione e vicinanza.
Il caos non è ancora nel passato ma posso respirare lentamente e posso guardare questo cielo stellato senza paura.
Quella è finalmente un ricordo lontano.
©Lughe

28 settembre 2026

©i se

Quanti se infestano la vita.
Troppi ed a volte inutili perché racchiudono percorsi già passati, eppure quei se continuano a riempire la mente e il cuore come se si potesse riavvolgere il tempo per rifare tutto nuovamente.
Non tutti negativi, però.
Se non fossi andata in Sormani, se tu non avessi rovesciato la borsa. Se non fossi andata a quella riunione, se non avessi accettato di passeggiare.
Se non avessi fatto le scelte che ho fatto, il percorso che ho scelto, forse sarebbe tutto diverso?
Non credo.
Ci sarebbero stati altri modi e forse altri se che mi avrebbero portato dove sono oggi perché ci sono eventi che capitano senza che siano legati alle nostre scelte.
Succedono e basta.
Continuare a rimuginarci fa solo male e rovina il bello che faticosamente abbiamo costruito.
I se fanno parte della vita come i dubbi e sono quei se e quei dubbi che ci permettono di non fare gli stessi errori.
Non si può riavvolgere il tempo possiamo solo farne tesoro.
©Lughe


18 settembre 2026

©pietre


Come piccole pietre, una sopra l'altra i ricordi scorrono leggeri insieme alle parole della musica che riempie la stanza.
I pensieri si arruffano al suono duro dei rif di chitarra e al ritmo convulso della batteria.
Il rock vibra nei meandri più profondi dell'anima e libera i ricordi nel tempo che passa.
Mi muovo al ritmo di questo rock duro mentre cerco di ridare una forma decente a questa casa che a volte sembra senza aria.
Una prigione d'orata ma piena di crepe invisibili che nel tempo si sono moltiplicate al punto da sembrare pronta a crollare ma, inspiegabilmente, non crolla mai.
Lascio andare i pensieri, li libero mentre il corpo si muove a ritmo e per un attimo tutto sa di pace, tutto sembra acquietarsi.
Il profumo del tempo mi avvolge e sorrido per questa nuova e inaspettata consapevolezza, questa delicata libertà di essere fino in fondo ciò che sono, senza remore, senza rimorso, senza paura di ferire.
Una determinazione data dal caos che mi ha travolto e sconvolto la normalità.
Respiro a pieni polmoni e ballo e canto perché è arrivato il tempo dei no e del io prima di tutto e di tutti.
Respiro, piano e sorrido.
Fanculo al mondo!
©Lughe



16 settembre 2026

©lentamente


Lentamente uno spiraglio e la luce filtra lasciando quella speranza gentile che tutto torni, se non come prima, vicino a quel che era.
Un piccolo, quasi impercettibile spiraglio e la speranza si accende e nel caos almeno il cuore è tornato a battiti vicino alla normalità.
E mi manchi così tanto.
Vorrei rifugiarmi nel tuo abbraccio e sentire la tua calda voce che mi rassicura: "piccola va tutto bene".
Il tempo passa, io invecchio ma avevo ancora bisogno di te, dei tuoi abbracci, della tua forza.
Il tempo passa ma il dolore è sempre lì e tu mi manchi immensamente, Babbo.
Oggi più che mai!
©Lughe





lacasadiLughe

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