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15 maggio 2026

15 Maggio


Piove anche oggi come tre anni fa e nonostante gli impegni, le persone incontrate mi è sembrato di girare in tondo.
Ero contenta di essere impegnata oggi, per fare passare questo giorno in sordina ma le date del dolore  in sordina non passano mai.
Ho comprato un libro di una scrittrice coreana ed è stato come averti vicino a consigliarmi ed è stato come sentirti ripetere "devi venire e ti innamorerai della mia gente".
Quando penso alla malattia è quasi normale pensare a te perché quei giorni di tempesta li abbiamo vissuti insieme e, tutto è sembrato meno drammatico, meno doloroso.
Letti vicino, a volte, stesso letto una in cima e una in fondo a parlare fitto, fitto dell'ultimo libro letto, dei tuoi kdrama e la luce nei tuoi occhi quando raccontavi, facevi sembrare quella chemio una pastiglia meno amara.
Mi mancano i tuoi messaggi buffi dopo un esame, dopo un controllo e, mi manca, il tuo buon giorno in coreano.
Mi manchi tu.
La malattia è e resta una bruciatura sulla pelle ma mi aveva regalato te ed era come avere sempre un piccolo arcobaleno pieno di sfumature.
Sono passati tre  anni e accendo l'incenso e, mi manchi.
©Lughe

12 maggio 2026

©e se


Il vento ha spezzato tutte le nuvole lasciando completamente libere le montagne.
La giornata è così limpida che sembra di poterle toccare, le montagne, eppure sono lontanissime.
Una giornata di vento che trasporta i profumi delle piante e dei fiori smorzando i raggi del sole.
Lo sguardo si perde e il vento entra ed esce lasciando quella sensazione di pace che solo il suo profumo porta, sempre, con sé.
Ho passeggiato senza meta come ho fatto tante volte, lasciando che i pensieri si perdessero, si mischiassero, si liberassero per volare nel vento.
E se potessi fermare questo attimo come un dipinto da guardare e riguardare lo farei ma non si può fermare il tempo e oggi è quasi domani.
©Lughe

Nuvole, Ludovico Eiunaudi


11 maggio 2026

©Sguardo


Guardare, a volte, non significa vedere.
Spesso  ciò che si guarda è solo la superfice e non si va mai oltre e, per farlo, bisogna essere capaci di farsi domande. Di entrare in empatia con chi è di fronte a noi.
Raramente accade, per questo non condividere alcuni percorsi non significa omettere ma, esercitare il sacrosanto diritto di decidere quando, come è con chi condividere qualcosa che rappresenta ferite visibili e invisibili.
Non è vergogna, è scegliere di mettersi a nudo solo con chi ha guardato oltre l'apparenza, oltre i sorrisi rarefatti, oltre i "sto bene".
Non ci sono retro pensieri o elogibrazioni mentali, solo l'esercizio di un diritto inalienabile che rispetto e mi aspetto sia rispettato.
È semplice!
©Lughe

08 maggio 2026

©cassaforte


Dal 2017 vivo da maggio a maggio.
Il mio anno non comincia a gennaio ma a maggio è fino a maggio dell'anno dopo, se tutto è andato bene corro ma non a maggio.
In questo mese cammino piano, ascolto musica, più del solito e leggo così tanto che a volte i libri presi per questo mese non bastano.
Poi tutto si acquieta come d'incanto e il bisogno inconscio di fare tutto quello che amo di più perché forse non ci sarà più occasione si sgonfia.
Per quanto ci provi, per quanto abbia imparato a razionalizzare questa paura non completamente consapevole maggio è sempre così: caos, tempesta e apnea.
Ora ho ricominciato a respirare, ho ricominciato a camminare veloce a tratti corro e ho messo via tutti libri letti perché un altro anno è in cassaforte.
Un altro anno è un dono incommensurabile per come tutto è iniziato e li custodisco gelosamente perché potevano non esserci.
Sono un tesoro raro e a tratti mi guardo indietro e penso a tutto quello che ho potuto fare e poi guardo avanti e posso ricominciare a fare progetti ho un anno, regalato, che mi permette di fare tanto.
Da oggi si ricomincia è indifferente degli sguardi stupiti insceno passi di danza con giravolta finale.
Ora posso respirare.
©Lughe


06 maggio 2026

©strade


Maggio è un mese difficile lo è da nove anni.
È il mese degli esami, dei controlli, delle attese in luoghi che odorano di etere e disinfettante.
La paura è scomparsa molto tempo fa perché, in qualche modo, mi sono abituata.
Abituata agli aghi, agli sguardi di compassione, alle pacche sulla spalla con quel "coraggio" di circostanza che è più un fastidio e un vero conforto.
Impegno il tempo leggendo e, come è accaduto, saluto chi si ricorda e mi ha aiutato a rendere quell'anno infernale meno doloroso e complicato.
Maggio è un mese difficile ma ogni esame ritirato, ogni ago che buca la pelle è niente in confronto a quello che è stato, così ho imparato a prendere tutto come viene, col sorriso, leggendo e ascoltando musica nelle lunghe attese.
Il percorso che si ripete ogni anno è quasi concluso ma la "bestia" fa capolino e tutti i piccoli sintomi che allora non conoscevo oggi sono noti, anche troppo.
Eppure la "bestia" mi ha insegnato che ci sono cose in cui la nostra volontà non conta, il nostro impegno è ininfluente conta solo come camminerò su quella strada.
Così aspetto e chissà magari anche questa volta potrò correre.
©Lughe


BTS, da Arirang


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lacasadiLughe

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