Piove anche oggi come tre anni fa e nonostante gli impegni, le persone incontrate mi è sembrato di girare in tondo.
Ero contenta di essere impegnata oggi, per fare passare questo giorno in sordina ma le date del dolore in sordina non passano mai.
Ho comprato un libro di una scrittrice coreana ed è stato come averti vicino a consigliarmi ed è stato come sentirti ripetere "devi venire e ti innamorerai della mia gente".
Quando penso alla malattia è quasi normale pensare a te perché quei giorni di tempesta li abbiamo vissuti insieme e, tutto è sembrato meno drammatico, meno doloroso.
Letti vicino, a volte, stesso letto una in cima e una in fondo a parlare fitto, fitto dell'ultimo libro letto, dei tuoi kdrama e la luce nei tuoi occhi quando raccontavi, facevi sembrare quella chemio una pastiglia meno amara.
Mi mancano i tuoi messaggi buffi dopo un esame, dopo un controllo e, mi manca, il tuo buon giorno in coreano.
Mi manchi tu.
La malattia è e resta una bruciatura sulla pelle ma mi aveva regalato te ed era come avere sempre un piccolo arcobaleno pieno di sfumature.
Sono passati tre anni e accendo l'incenso e, mi manchi.
©Lughe