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11 agosto 2026

©parole

Le parole, a volte, restano impigliate nei giorni pieni caos senza riuscire a divenire suoni sensati.
L'armonia di esse si perde nella confusione del momento lasciandole sospese e distoniche.
Nascosta dietro un cappello guardo il mondo così lontano e pieno di parole inutili, di azioni inutili.
Resto in disparte per avere cura delle parole perché non diventino tempesta, perché non diventino poltiglia nella poltiglia altrui.
Chiudo porte e metto distanza, da quella poltiglia, per non distogliere l'attenzione da chi ha bisogno di colore, di serenità, di vicinanza discreta ma attenta.
Non ho tempo né energie per chi non capisce quanto sia difficile il momento, quanto dolore cominci a riemergere per questo caos improvviso e inaspettato.
Così mi faccio scudo e le parole si impigliano in questa rete di protezione senza riuscire a diventare armoniosi suoni.
È cambiato tutto ma lo abbiamo vissuto solo noi e lo sappiamo solo noi quanto ha distrutto questo caos.
©Lughe



31 luglio 2026

©come va?


Come va? Mi chiedono e, non so rispondere.
Il caos mi ha travolto al punto da lasciarmi senza pensieri, senza energie risucchiata dalla tempesta che la malattia ha portato con sé.
La luna è bellissima e luminosa e vorrei saper descrivere le emozioni che racchiude questo chiarore ma non ho parole che riescano a raccontare questa luce nel buio per l'ennesima notte praticamente insonne.
Le parole sono rimaste incastrate in quei corridoi asettici che sanno di disinfettante, frantumate, polverizzate in una routine di silenzi e confusione, di irrazionalità e incapacità di badare a se.
Una responsabilità enorme dover pensare al bisogno altri dovendo interpretare ogni sguardo, ogni gesto, ogni movimento del corpo in questa danza nella mente che non funziona più.
Le occhiaie profonde che neanche il trucco nasconde più e un peso nel cuore che mi stritola e mi lascia senza fiato.
Come va? Mi chiedono e non so rispondere persa in questo caos che finisce mai.
©Lughe


Luciano Ligabue, Cosa vuoi che sia 


28 luglio 2026

©momenti


Sono i momenti difficili che ci fanno capire chi sono le persone che ti stanno accanto.
Quei piccoli gesti all'apparenza insignificanti che, invece, sono arcobaleni per chi attraversa quei momenti.
Una parola gentile, un sorriso, un messaggio di prima mattina, un ti voglio bene così lasciato scivolare con noncuranza, sono il sole dei momenti bui.
Sono giorni difficili e la razionalità, il racconto che ci facciamo per continuare a camminare sono cerotti su ferite da punti.
Una scritta su un muro: "non è la morte il vero dramma della vita ma quello che ti muore dentro mentre l'affronti"
Ed è proprio così nei giorni difficili.
©Lughe

Jung Kook, Call me


21 luglio 2026

©Burrasca


Ricordi il mare in burrasca? 
La spuma bianca in cima all'onda e il rumore sordo eppure armonioso quando si infrangeva.
Quella sensazione di pieno travolgente che solo il mare in burrasca riesce a regalare e, so che è strano amare la burrasca ma quelle emozioni che regala, i colori e il vento non hanno paragone con niente.
Ripenso spesso a quel giorno, in questo tempo di caos, per non dimenticarmi chi sono, per non farmi travolgere dall'oblio non mio.
Per ricordare il passato a chi non lo ricorda più.
Mi manca il vento e mi manca il mio tempo nel vento.
©Lughe


20 luglio 2026

©difficile


Difficile è la parola più pronunciata di queste settimane.
Difficile rimbomba come un tuono in pieno giorno.
Difficile accettare, difficile capire, difficile metabolizzare, difficile, difficile e ancora difficile.
E ogni volta che rimbalza dal cuore alla mente tutto assume quel colore grigiastro della malattia e mi sembra di essere dispersa in mezzo al mare.
Cosa resta dei ricordi, degli affetti nell'oblio della mente?
Cosa resta della vicinanza, dei progetti, di noi?
Una vita da reinventare nell'oblio della mente.
Come si accetta tutto questo?
Ed ecco che difficile rimbomba offuscando tutti i pensieri.
Difficile, tanto troppo difficile..
©Lughe

14 luglio 2026

©urla nel ailenzio


Sono razionale e consapevole e so che devo mantenere alta la lucidità ma sono stanca, molto stanca.
Sono anni che non c'è pace e questo caos improvviso mi sta logorando.
Vivere alla giornata, anzi all'ora è sempre più difficile perché non permette di vedere la fine del tunnel.
Dicevamo nel  '16 e nel  '17 che era un percorso che sarebbe passato, così è stato ma poi è arrivato il '18 e il '19 e quando sembrava fosse arrivata un pò di pace nel '20 durante la pandemia altro caos che si aggiunto al caos del '21.
I due anni successivi sono stati caos all'ennesima potenza e ora che si poteva respirare un pò altro caos ancora più sconvolgente e doloroso.
Sono stanca, molto stanca e l'impotenza toglie i pensieri e il respiro.
Stanca.
©Lughe




lacasadiLughe

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per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

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