Translate

27 giugno 2026

©Poesia

Un fiore delicatamente appoggiato può diventare un fiume di parole.
Romantiche, introspettive e, financo, crudeli perché le parole se usate con cura raccontano una storia.
Non è mai solo un fiore e neanche solo un libro o un diario. 
E, le parole non sono solo parole perché nascono dal vissuto, dai ricordi o da racconti altrui.
Non ingannarti, oltre a ciò che vedi c'è dolore, felicità, disappunto e altri mille e mille sentimenti e sensazioni che, talvolta, hanno bisogno di divenire segni.
Leggibili oppure no è poco importante, ciò che importa è che non restino a macerare per diventare poltiglia.
Un fiore e un diario ma oltre c'è una vita.
©Lughe

BTS, da Arirang

26 giugno 2026

©La cura

Prenderai cura di qualcuno è una responsabilità enorme.
Avere cura di una persona è come fare vivere un fione nella nuda roccia.
Ha bisogno di amore, l'acqua del fiore, non troppo altrimenti diventa soffocante, non troppo poco altrimenti diventa indifferenza.
È difficile, complicato e, spesso, si sbaglia allora che fare?
Ascoltare anche le cose non dette. Osservare con attenzione i cambiamenti, i sorpiri, gli sguardi fuggevoli ed esserci.
Una presenza attenta ma discreta perché, a volte, per aver cura di qualcuno non servono tante parole, tanti ragionamenti.
Un abbraccio senza motivo, una carezza delicata, un sorriso  perché ci sono momenti delle persone che amiamo che hanno bisogno di essere metabolizzati, scansionati e ridotti a percorsi da attraversare.
Non da soli ma vanno attraversati.
Le malattie sono così e noi possiamo solo esserci.
Anche quando è faticoso, anche quando la nostra presenza sembra inutile.
Esserci, Sempre!
©Lughe

21 giugno 2026

©altalene


Il posto accanto è un posto privilegiato che non è per tutti.
È quel luogo intimo e segreto a cui si può accedere con la fiducia, la conoscenza.
Poche persone hanno questo privilegio e seppur quelle altalene non esistono più un posto accanto, per te, ci sarà sempre.
Non servono tante parole, né tante spiegazioni, basta appoggiare la spalla e ti sorreggerò.
Non sei sola, non lo sei mai stata.
©Lughe


19 giugno 2026

©lacrime


I Linking Park nelle orecchie, l'aspirapolvere che graffia il pavimento in questo venerdì di pulizie necessarie.
Tutto meccanico, automatico nell'abitudine poi un movimento sbadato e il libro si rovescia sul pavimento scoprendo una foto e sono rimasta immobile per un tempo che non so definire, guardando il tuo sorriso, i tuoi occhi divertiti e il ricordo mi ha trafitto il cuore.
Come se il mio corpo fosse di qualcuno altro si è accasciato vicino e calde lacrime sono sgorgate come un fiume in piena.
Come avevo bisogno di fare da tanto ma le persone forti non piangono, le persone forti tengono tutto nascosto nella profondità del cuore e intanto il dolore imputridisce il cuore.
Delicatamente prendo il libro la tua foto lo ripongo al suo posto ma non riesco a ricacciare indietro quel fiume di lacrime rimaste lì da così tanto da bruciare tutto.
Alzo il volume sempre più convinta che essere forti è una maledizione perché ti lascia sola.
Riaccendo l'aspirapolvere ma è come se avessi dimenticato come si fa, le mani tremanti, il corpo scosso da singhiozzi, torno in ginocchio e lascio che quel dolore e tutti i dolori che sono venuti dopo di te scivolino insieme a quelle lacrime.
Non passerà la tua mancanza ma il cuore fa meno male.
©Lughe




©pensieri in circolo


Le parole non dette lasciano che i dubbi si insinuino nella profondità della mente per ricomparire, fastidiosi e molesti, nei momenti di fragilità.
I dubbi nascono dagli equivoci delle mancate spiegazioni, della poca chiarezza di intenti e puoi scacciarli, giustificarli ma restano li a sedimentare quella sensazione di solitudine che le parole non dette lasciano.
Così i pensieri circolano e, talvolta, diventano tormenta ma non trovano mai veramente la via, solo tormenta per noi.
È come perdere una scarpa e restare claudicanti per un attimo mentre intorno si fa grigio e poi nero.
Quando accade non basta più trasformare i pensieri in parole perché quella sensazione di solitudine e di abbandono resta lì a cambiare tutto.
©Lughe


17 giugno 2026

©sospesa

Come un balcone spoglio, sospeso, sporgente e tristemente solitario con quelle persiane chiuse, così a volte mi sento quando le aspettative altrui superano qualsiasi ragionevole ipotesi.
A cosa serve spiegare che aspettarsi, sempre, qualcosa, qualsiasi cosa, è sbagliato anche dopo anni di spiegazioni e ragionamenti.
Penso che manchi l'ascolto e la capacità di capire le ragioni dell'altro in questa smania incomprensibile di voler a tutti i costi rendere l'altro a nostra immagine e somiglianza.
Non restano tante parole e così faccio silenzio e vado via.
In cuore mio ho sempre saputo che non cambierebbe nulla, forse, neanche l'assenza.
Respiro e mi allontano.
©Lughe





lacasadiLughe

Ciao, sei tra le parole di Lughe, se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piace.


Grazie

per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

©copyright

Ciao, quello che hai letto sono le parole di Lughe, se condividi, se prelevi, lascia un messaggio, per favore. Verrò a leggerti con piacere. Grazie!

Cerca nel blog