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11 maggio 2026

©Sguardo


Guardare, a volte, non significa vedere.
Spesso  ciò che si guarda è solo la superfice e non si va mai oltre e, per farlo, bisogna essere capaci di farsi domande. Di entrare in empatia con chi è di fronte a noi.
Raramente accade, per questo non condividere alcuni percorsi non significa omettere ma, esercitare il sacrosanto diritto di decidere quando, come è con chi condividere qualcosa che rappresenta ferite visibili e invisibili.
Non è vergogna, è scegliere di mettersi a nudo solo con chi ha guardato oltre l'apparenza, oltre i sorrisi rarefatti, oltre i "sto bene".
Non ci sono retro pensieri o elogibrazioni mentali, solo l'esercizio di un diritto inalienabile che rispetto e mi aspetto sia rispettato.
È semplice!
©Lughe

08 maggio 2026

©cassaforte


Dal 2017 vivo da maggio a maggio.
Il mio anno non comincia a gennaio ma a maggio è fino a maggio dell'anno dopo, se tutto è andato bene corro ma non a maggio.
In questo mese cammino piano, ascolto musica, più del solito e leggo così tanto che a volte i libri presi per questo mese non bastano.
Poi tutto si acquieta come d'incanto e il bisogno inconscio di fare tutto quello che amo di più perché forse non ci sarà più occasione si sgonfia.
Per quanto ci provi, per quanto abbia imparato a razionalizzare questa paura non completamente consapevole maggio è sempre così: caos, tempesta e apnea.
Ora ho ricominciato a respirare, ho ricominciato a camminare veloce a tratti corro e ho messo via tutti libri letti perché un altro anno è in cassaforte.
Un altro anno è un dono incommensurabile per come tutto è iniziato e li custodisco gelosamente perché potevano non esserci.
Sono un tesoro raro e a tratti mi guardo indietro e penso a tutto quello che ho potuto fare e poi guardo avanti e posso ricominciare a fare progetti ho un anno, regalato, che mi permette di fare tanto.
Da oggi si ricomincia è indifferente degli sguardi stupiti insceno passi di danza con giravolta finale.
Ora posso respirare.
©Lughe


06 maggio 2026

©strade


Maggio è un mese difficile lo è da nove anni.
È il mese degli esami, dei controlli, delle attese in luoghi che odorano di etere e disinfettante.
La paura è scomparsa molto tempo fa perché, in qualche modo, mi sono abituata.
Abituata agli aghi, agli sguardi di compassione, alle pacche sulla spalla con quel "coraggio" di circostanza che è più un fastidio e un vero conforto.
Impegno il tempo leggendo e, come è accaduto, saluto chi si ricorda e mi ha aiutato a rendere quell'anno infernale meno doloroso e complicato.
Maggio è un mese difficile ma ogni esame ritirato, ogni ago che buca la pelle è niente in confronto a quello che è stato, così ho imparato a prendere tutto come viene, col sorriso, leggendo e ascoltando musica nelle lunghe attese.
Il percorso che si ripete ogni anno è quasi concluso ma la "bestia" fa capolino e tutti i piccoli sintomi che allora non conoscevo oggi sono noti, anche troppo.
Eppure la "bestia" mi ha insegnato che ci sono cose in cui la nostra volontà non conta, il nostro impegno è ininfluente conta solo come camminerò su quella strada.
Così aspetto e chissà magari anche questa volta potrò correre.
©Lughe


BTS, da Arirang


02 maggio 2026

©risposta


Sinceramente non so se rispondere sia giusto o sbagliato e, se farlo qui abbia un senso diverso.
Credo di sì.
Sapere chi sono non è mai stato un problema perché ho smesso molto tempo fa di preoccuparmi di ciò che pensano le persone, i loro pregiudizi, le loro etichette.
Questo non è uno spazio condiviso perché non avrebbe senso farlo, per molte ragioni, una soprattutto: alle persone non interessa come stiamo e non interessa quanta fatica, a volte, si fa per superare i momenti difficili.
Ci vogliono sorridenti e la risposta deve essere sempre: sto bene anche quando non è vero.
Lì c'è l'impegno politico, sindacale, sociale qui ci sono solo io con tutti i dubbi, le perplessità che spesso la vita mi costringe ad affrontare.
Qui ci sono le mancanze e la mia malattia che oggi è spenta ma domani potrebbe ripresentarsi costringendomi a rifare un percorso doloroso.
E il problema non è se ma quando accadrà e questo mi fa guardare il mondo e le persone con occhi diversi e mi fa scegliere con chi stare e chi evitare.
Hai ragione in molti non sanno chi sono, ne cosa si cela dietro il sorriso o la battuta ma è una scelta perché scoprirsi con tutti ci lascia indifesi e vulnerabili ed è un errore che ho fatto e che ha lasciato ferite profonde.
E hai ragione, sono sempre introversa e distante incapace di raccontarsi ma dovresti saperlo l'età peggiora certi aspetti non li migliora.
Non sono cambiata molto, solo con tanti anni in più, rispetto agli anni di scuola,  forse solo meno arrabbiata e completamente disinteressata dell'opinione superficiale che hanno gli altri di me.
In questo modo di guardare alle cose c'è anche la musica e ascolta il brano sotto, senti il suono struggente della chitarra e poi dimmi che non hai voglia di scoprire chi è questo musicista.
Io l'ho fatto perché a volte è solo una etichetta ma dietro ci sono musicisti e compositori straordinari. 
Lui è uno di quelli!
È stato bello leggerti ed è bello sapere che alcuni ricordi sono anche tuoi.
A presto.
©Lughe



©libera


Libera come l'acqua
che scorre placidamente nel suo letto.
Libera da etichette e stereotipi
che fanno star bene solo chi osserva senza vedere.
Libera come il vento
che scompiglia le fronde degli alberi.
Libera in un mondo di persone prigioniere dell'altrui pensiero che diviniene giudizio.
Libera anche se quella libertà, a volte, ci rende soli.
Libera di essere me stessa
a dispetto di tutto e di tutti 
per non perdermi anche quando è 
la strada più difficile.
©Lughe


Jethro Tull, Locomotive Breath


Ciao, sei tra le parole di Lughe, se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piace.


lacasadiLughe

Grazie, per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

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