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06 settembre 2026

©rumore


Troppo rumore e quando è troppo mi rifugio nel silenzio.
Troppe parole che sconfinano nel surreale ed è come se avessi saracinesche che chiudono l'udito e non ascolto più.
Ho avuto paura di non farcela e ne ho ancora perché questo caos improvviso ha prosciugato ogni energia e ogni pensiero.
Il silenzio è l'unico rimedio quando tutto diventa troppo, quando il fiato fa fatica a tornare e il sonno è una chimera lontana.
Sorreggi, ascolto ma chi sorregge me?
Chi capisce che sono ben oltre la stanchezza?
Mi manca il fiato sempre più spesso, così chiudo gli occhi e provo a fare respiri profondi per calmare il cuore e i pensieri.
Troppo rumore.
Troppe parole.
Ssssss, fatemi respirare per un attimo.
Solo un attimo.
©Lughe


©attraverso

Le ombre si allungano, si scompongono per poi ricomporsi in immagini sfuocate e nebulose.
Attraverso la paura consapevole che gli incubi continueranno e sono il frutto di questa lunga estate difficile.
La luce fa scomparire tutto e l'attraverso guardando la mia di ombra che si allunga e si scompone ma ci vuole tempo perché il cuore smetta di galoppare, che il respiro ritorni normale.
È stata una lunga e difficile estate e qualche contraccolpo era lì sornione pronto ad apparire quando meno te lo aspetti.
Ancora una volta una paziente e certosina ricucitura di tutti quei pezzi che si sono strappati e, forse, qualcuno si è perso inesorabilmente lasciando strappi che non si potranno aggiustare.
Attraverso la paura e sospiro nel silenzio e nel buio della notte.
©Lughe

In attesa che passi pank rock - Offspring

24 agosto 2026

©spine


La vita è piena di spine, è bella proprio per questo, come le rose se non maneggiata con cura punge.
Questa volta non solo punto ma anche graffiato e questi segni ci metteranno un pò per guarire ma, guariranno.
Altre cicatrici sotto le dita, altri segni che resteranno a memoria di questi mesi pieni di caos e dolore.
La luce è in fondo, la vediamo ma ci vorrà ancora del tempo per raggiungerla e finalmente respirare.
©Lughe




11 agosto 2026

©parole

Le parole, a volte, restano impigliate nei giorni pieni caos senza riuscire a divenire suoni sensati.
L'armonia di esse si perde nella confusione del momento lasciandole sospese e distoniche.
Nascosta dietro un cappello guardo il mondo così lontano e pieno di parole inutili, di azioni inutili.
Resto in disparte per avere cura delle parole perché non diventino tempesta, perché non diventino poltiglia nella poltiglia altrui.
Chiudo porte e metto distanza, da quella poltiglia, per non distogliere l'attenzione da chi ha bisogno di colore, di serenità, di vicinanza discreta ma attenta.
Non ho tempo né energie per chi non capisce quanto sia difficile il momento, quanto dolore cominci a riemergere per questo caos improvviso e inaspettato.
Così mi faccio scudo e le parole si impigliano in questa rete di protezione senza riuscire a diventare armoniosi suoni.
È cambiato tutto ma lo abbiamo vissuto solo noi e lo sappiamo solo noi quanto ha distrutto questo caos.
©Lughe



31 luglio 2026

©come va?


Come va? Mi chiedono e, non so rispondere.
Il caos mi ha travolto al punto da lasciarmi senza pensieri, senza energie risucchiata dalla tempesta che la malattia ha portato con sé.
La luna è bellissima e luminosa e vorrei saper descrivere le emozioni che racchiude questo chiarore ma non ho parole che riescano a raccontare questa luce nel buio per l'ennesima notte praticamente insonne.
Le parole sono rimaste incastrate in quei corridoi asettici che sanno di disinfettante, frantumate, polverizzate in una routine di silenzi e confusione, di irrazionalità e incapacità di badare a se.
Una responsabilità enorme dover pensare al bisogno altri dovendo interpretare ogni sguardo, ogni gesto, ogni movimento del corpo in questa danza nella mente che non funziona più.
Le occhiaie profonde che neanche il trucco nasconde più e un peso nel cuore che mi stritola e mi lascia senza fiato.
Come va? Mi chiedono e non so rispondere persa in questo caos che finisce mai.
©Lughe


Luciano Ligabue, Cosa vuoi che sia 


28 luglio 2026

©momenti


Sono i momenti difficili che ci fanno capire chi sono le persone che ti stanno accanto.
Quei piccoli gesti all'apparenza insignificanti che, invece, sono arcobaleni per chi attraversa quei momenti.
Una parola gentile, un sorriso, un messaggio di prima mattina, un ti voglio bene così lasciato scivolare con noncuranza, sono il sole dei momenti bui.
Sono giorni difficili e la razionalità, il racconto che ci facciamo per continuare a camminare sono cerotti su ferite da punti.
Una scritta su un muro: "non è la morte il vero dramma della vita ma quello che ti muore dentro mentre l'affronti"
Ed è proprio così nei giorni difficili.
©Lughe

Jung Kook, Call me



lacasadiLughe

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per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

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