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02 luglio 2026

©agognato desio


Nei momenti di difficoltà è necessario il silenzio per arginare il caos dei pensieri altrui che inevitabilmente diventano suoni fastidiosi.
Le supposizioni si sprecano e creano ancora più caos e più il caos aumenta e più agogno il silenzio perché c'è bisogno di calma per decidere, eppure le persone hanno bisogno del caos nel caos.
Sono arrabbiata!
Molto arrabbiata in questo momento di grande difficoltà della persona che amo e il caos mi confonde, mi agita, non permette di guardare alle cose con serenità e di valutare ogni cambiamento, ogni piccolo segno di ripresa o di pericolo.
Il caos è poltiglia lattiginosa che divora tutto quando invece ci sarebbe bisogno di calma, di parole ben calibrate, di silenzio.
Ah il silenzio, agognato desio!
Avevo solo bisogno di una spalla su cui appoggiarmi non di analisi comparate di medicina avanzata di "medici de no altri" invece un fiume di parole inutili, di vaneggiamenti che hanno rasentato la totale mancanza di rispetto come se all'improvviso fossi incapace di decidere, di capire, di ragionare.
Caspita come sono arrabbiata, agitata, sopraffatta da tutte quelle parole inutili in un momento in cui è necessario, invece, stare calmi e lucidi.
Hai ragione scrivere mi ha sempre aiutata e sapere che leggerai mi conforta ma ora avrei bisogno di rompere, spaccare, torcere per scaricare questa tensione e questa rabbia e avrei così bisogno di appoggiarmi in silenzio e piangere.
Piangere fino ad addormentarmi per sciogliere questo peso enorme che ho nel cuore.
Cosa resta nell'oblio della mente di questo amore?
Lughe



 

©e poi?


E poi cosa resta degli infiniti giorni, come una stanza vuota la mente persa in un mondo nascosto.
E poi cosa resta degli attimi, dei ricordi.
Cosa resta di un amore negli abbracci, nei sorrisi in una mente nell'oblio.
Casa resta nelle lacrime di oggi.
©Lughe


30 giugno 2026

©senza meta

Il cielo terso, nuvole che si spostano velocemente al ritmo del vento e poi eccolo, il primo tuono.
Il vento si fa più intenso e il cielo si illumina ecco  i fulmini e il cielo cambia colore e si tinge di bianco e poi di rosso.
Il tripudio del temporale con le gocce che si fanno timide e poi prendono coraggio e si rovesciano creando una musica meravigliosa.
Amo i temporali e i suoi colori e il suono dell'acqua sul selciato, sulle fronde degli alberi.
È un suono rassicurante e calma e conforta e libera.
È difficile questo momento, terribilmente difficile e questo temporale, per un attimo, mi ha scaldato.
Mi ha ridato un po' di energie e con quei colori negli occhi mi sono appoggiata al muro e ho svuotato la mente e calmato il cuore.
©Lughe

27 giugno 2026

©Poesia

Un fiore delicatamente appoggiato può diventare un fiume di parole.
Romantiche, introspettive e, financo, crudeli perché le parole se usate con cura raccontano una storia.
Non è mai solo un fiore e neanche solo un libro o un diario. 
E, le parole non sono solo parole perché nascono dal vissuto, dai ricordi o da racconti altrui.
Non ingannarti, oltre a ciò che vedi c'è dolore, felicità, disappunto e altri mille e mille sentimenti e sensazioni che, talvolta, hanno bisogno di divenire segni.
Leggibili oppure no è poco importante, ciò che importa è che non restino a macerare per diventare poltiglia.
Un fiore e un diario ma oltre c'è una vita.
©Lughe

BTS, da Arirang

26 giugno 2026

©La cura

Prenderai cura di qualcuno è una responsabilità enorme.
Avere cura di una persona è come fare vivere un fione nella nuda roccia.
Ha bisogno di amore, l'acqua del fiore, non troppo altrimenti diventa soffocante, non troppo poco altrimenti diventa indifferenza.
È difficile, complicato e, spesso, si sbaglia allora che fare?
Ascoltare anche le cose non dette. Osservare con attenzione i cambiamenti, i sorpiri, gli sguardi fuggevoli ed esserci.
Una presenza attenta ma discreta perché, a volte, per aver cura di qualcuno non servono tante parole, tanti ragionamenti.
Un abbraccio senza motivo, una carezza delicata, un sorriso  perché ci sono momenti delle persone che amiamo che hanno bisogno di essere metabolizzati, scansionati e ridotti a percorsi da attraversare.
Non da soli ma vanno attraversati.
Le malattie sono così e noi possiamo solo esserci.
Anche quando è faticoso, anche quando la nostra presenza sembra inutile.
Esserci, Sempre!
©Lughe

21 giugno 2026

©altalene


Il posto accanto è un posto privilegiato che non è per tutti.
È quel luogo intimo e segreto a cui si può accedere con la fiducia, la conoscenza.
Poche persone hanno questo privilegio e seppur quelle altalene non esistono più un posto accanto, per te, ci sarà sempre.
Non servono tante parole, né tante spiegazioni, basta appoggiare la spalla e ti sorreggerò.
Non sei sola, non lo sei mai stata.
©Lughe



lacasadiLughe

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per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

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