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13 febbraio 2026

©parole


Ci sono parole che restano sulla pelle come tanti tagli che anche quando smettono di sanguinare fanno male.
Cicatrici che non possiamo toccare, non sono visibili ma sono lì e a tratti fanno male e ci ricordano le umiliazioni.
Non serve uno schiaffo per fare male perché, talvolta, le parole feriscono come un pugno sul viso.
Ero una bambina cittortella e per questo ero oggetto di scherno da parte di compagni e di insegnanti troppo presi da se stessi per vedere quanto danno facevano le loro umiliazioni.
Sono stata una bambina cittortella per tanto tempo e facevo i conti con gli sguardi di disapprovaIone degli altri, tutti gli altri e questo ha alimentato e accresciuto la mia introversione ma, anche, il piacere di leggere.
Poi improvviso e inaspettato il cambiamento in una estate e all'inizio dell'ultimo anno delle medie all'improvviso ero la più alta e la più magra della classe e tutti e tutte quelle che mi avevano umiliato solo pochi mesi prima si avvicinarono.
Improvvisamente tutte e tutti volevano stare con me, uscire con me e la peggiore di tutte cominciò ad invitarmi a casa sua per studiare.
Il mio rifiuto verso tutte quelle attenzioni li confuse e li offese ma a me non importava perché chi è capace di vedere solo l'apparenza non poteva fare parte della mia vita.
Un episodio tra i tanti mi fece capire che mi piaceva la mia solitudine e il mio silenzio perché non tutte o tutti si avvicinano senza secondi fini ma ci sono persone che vale la pena frequentare è così che ho cominciato a scegliere.
Ora di lettere interrogazioni a sorpresa (a quei tempi non si programmava nulla) la prof prima di cominciare guardandomi mi chiese: "come mai stai sempre in silenzio e in disparte? Che ne dici di uscire per l'interrogazione?"
Non risposi alla prima domanda ma mi alzai e mi misi vicino alla cattedra (allora si usava così). La prof mi fissò per qualche secondo e poi cominciò e alla fine disse: "Dovreste prendere esempio perché questa è una delle migliori interrogazioni di tutta la mia carriera e non solo perché la vostra compagna ha studiato ma ha fatto di più ha approfondito e letto tutti i consigli di lettura che vi ho segnalato quando ho spiegato l'argomento. A volte l'apparenza non è tutto e per questo mi scuso per non aver capito".
A quel punto risposi alla prima domanda: "mi piace stare da sola e scelgo solo con chi stare e non tutte o tutti meritano la mia attenzione men che meno quelle e quelli che solo pochi mesi fa mi chiamavano -cicciona di m.-  devo stare in questa classe ma non devo per forza frequentarli"
Archiviai le medie e le ferite e ho continuato a scegliere con chi stare perché non tutti o tutte possono amarci per ciò che siamo.
Qualche giorno fa l'invito della mia vecchia prof per una serata con i suoi studenti.
Ero indecisa ma allo stesso tempo volevo rivedere la prof così sono andata ed è stato emozionante rivedere quella donna che dal giorno dell'interrogazione mi ha prestato libri facendomi conoscere un mondo magico di parole.
I miei ex compagni e compagne molto diversi da come li ricordavo in peggio ma anche in meglio.
E in quel peggio qualche cicatrice ha fatto ancora male ma non sono più quella tredicenne sperduta e timida, non abbasso più lo sguardo quando qualcuno mi guarda per giudicarmi o per provare a schernirmi.
È stato interessante perché molti e molte di loro sono rimasti a quei tre anni di medie, più vecchi, più acciaccati ma superficiali e insignificanti come o forse peggio di allora.
A volte le cicatrici bruciano ancora ma allo stesso tempo mi ricordano che l'ingiustizia si combatte con l'intelligenza.
Hanno deciso di replicare l'evento ogni anno, sorrido, non è da replicare per me!
©Lughe



10 febbraio 2026

©stropicciata 구겨진 (gugeojin)


Una foto accartocciata tra le pagine di un libro dimenticato come a voler cancellare definitivamente quel ricordo.
Il libro regalato con il quale non sono mai riuscita ad entrate in empatia, nascondeva un segreto di qualcuno altro.
Rigiro tra le mani, come fosse sapone, quella foto stropicciata e improvviso il ricordo e tutto va al suo posto. Le domande di allora hanno trovato risposta oggi e sorrido.
Un sorriso sghembo per la fitta al cuore che la consapevolezza di essere una ingenua nonostante l'età e incapace di vedere l'opportunismo nelle persone che ho imparato ad amare.
La vita è fatta di piccoli episodi, alcuni le chiamano coincidenza, io sono sempre più convinta che coincidenze non siano.
Ogni evento ha un tempo giusto per venire alla luce oggi lo è stato per quella foto stropicciata che ancora ho in mano.
Un libro dimenticato, una promessa non mantenuta tutto racchiuso in quello scatto che apre ferite difficili da rimarginare.
Metto il libro tra quelli da regalare alla biblioteca di strada e la foto in una piccola cornice per non dimenticare che il tempo è passato ma il dolore, quello, non passerà facilmente.
©Lughe


07 febbraio 2026

©Diari


La scatola dei diari è diventata piccola e per un attimo ho pensato di svuotarla ma non ho avuto il coraggio.
Quei quaderni di forme e colori diversi racchiudono la storia quotidiana dei momenti belli e di quelli brutti.
Una necessità in quel momento così difficile che mi faceva dimenticare tutto e per non dimenticare ho cominciato a scrivere la mia giornata.
Una necessità diventata abitudine e a tratti dileggio  con le parole che svuota la testa dalle difficoltà e dalle preoccupazioni.
E, in quelle pagine mi stupisco sempre quanta differenza ci sia nelle pagine, nella scrittura e, forse, rappresentano la crescita.
Tutti ordinati e legati da un nastro anno, dopo anno e dovrei proprio decidere di fare una scelta ma, per farla, dovrei leggere e non rileggo mai perché graffiare quelle pagine, in qualche modo, è stata la mia terapia nei momenti dolorosi.
Mi accorgo di non essere pronta a ripensare al passato, al dolore di quegli anni così richiudo la scatola e ci penserò domani.
Oggi non è ancora il loro momento.
©Lughe


06 febbraio 2026

©per sempre!


Ogni singolo petalo ha la forma del ricordo ma alcuni sono sbiaditi nel passare del tempo eppure il cuore mantiene memoria di tutte le sensazioni e le emozioni di quei ricordi.
Il cuore è la nostra vera memoria e in quella memoria l'amore non sbiadisce mai.
Petali a formare il fiore armai secco e custodito nelle pagine di un diario.
Non in una pagina qualsiasi ma in quella che parla di quanto sei stato importante per me ed è come se il tempo si fosse fermato.
Una pagina buia piena di lacrime eppure allo stesso modo carica di quella vicinanza che solo tu sei capace di regalare.
Mi hai tenuta stretta mentre ero sul ciglio del precipizio e questo, per quanto siano sbiaditi i ricordi, è indimenticabile.
E quando le giornate sono difficili, quando sono così stanca da non aver voglia di niente, quando sembra tutto inutile, quando lo sconforto rabbuia la fiducia,  ripenso a quel giorno, alle tue parole appena sussurrate, alla stretta che mi ha fatto sentire al sicuro, a casa e ricomincio tutto dall'inizio.
Per questo ovunque saremo, tu sei e sarai per sempre la mia casa, Bro.
Per sempre!
©Lughe



lacasadiLughe

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