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01 novembre 2026

©retorica del se


La retorica del se è un esercizio linguistico fine a se stesso perché i "se avessi fatto", "se avessi detto" ci lascia fermi nel passato.
Ragionare su ciò che è stato deve servire per migliorare il presente non per rimanere ancorati ad un passato che, per quanta voglia si abbia, non tornerà.
Non ho dimenticato e non ho dimenticato neanche gli errori o le indecisioni che hanno fatto deviare dalla strada che percorrevo ma è passato e io sono andata avanti.
Certo non senza fatica, non senza dolore ma sono andata avanti e, se mi guardo indietro, è tanta la strada che mi allontana da quel passato.
Ho scelto di attraversarlo il dolore perché non diventasse putrida disperazione perché, la disperazione, incancrenisce la vita e fa perdere la bellezza che può regalarci.
Siamo diverse, certo, ma abbiamo lo stesso dolore come un sacco pesante che ci portiamo sulle spalle e questo non cambia.
Cambia quanto vogliamo che quel peso strappi la possibilità di continuare a guardare al colore e alla luce invece che alla paura e al buio.
È facile?
No, non sempre. Quasi mai  ma la vita per quanto complicata, dolorosa, lacerante merita di essere vissuta.
Vissuta al meglio perché di quel dolore noi non abbiamo nessuna responsabilità, se non quella vivere in barba a chi ci ha spezzato.
Con affetto.
©Lughe

Meek, Fabulous

26 ottobre 2026

©diffidenza


Indossiamo maschere per non frantumarci nello scorrere della vita.
Diffidenti un po' per natura, un po' per gli eventi che ci hanno toccato e solo a volte attraversato.
Lontani come se le nostre mani fossero sempre tese per mantenere quella distanza che ci fa sentire al sicuro perché gli altri ci piacciono ma solo se restano a distanza.
È difficile avvicinarci ed è difficile avvicinarci tanto da vedere oltre quel muro a protezione del nostro cuore.
Persone così non cambiano col passare del tempo perché sono fatte di silenzi e di solitudine e a differenza del luogo comune, quei silenzi e quella solitudine permette di scegliere con chi stare.
Poche e sparute persone a cui legarsi per sempre.
Siamo così e mi piace!

12 ottobre 2026

©i giorni



Improvviso il vento e il cielo è cambiato, nuvole grigie lentamente coprono il sole e la luce si espande nascosta cambiando i colori e le sfumature brillano come cristalli lanciati in cielo.
Un delicato dipinto che la natura ci regala e la mente spazia tra fantasia e realtà e tutto si fa rarefatto e, tutto, riporta a vecchi ricordi quanto eravamo ancora tutti insieme.
So che anche per te questi giorni di ottobre fanno riaffiorare quei segni che sono la mancanza di loro e, so, che quei segni resteranno lì per sempre a ricordarci cosa ci manca, cosa il cuore non riesce a dimenticare.
Gli anni passano e tante cose sono cambiate e, forse, anche noi un pò lo siamo ma ciò che non cambierà mai è la famiglia che si siamo scelti, quel luogo sicuro e incontaminato che è rifugio e sicurezza.
Non importa dove siamo, cosa facciamo, quanto ci faccia male il cuore finché sapremo che alzando gli occhi e guardando il cielo terso o pieno di luce sapremo che dall'altra parte del mondo ci sarà un "pezzo" di famiglia rimasto che, penserà la stessa cosa, che proverà le stesse cose e ricorderà le stesse persone.
Abbiamo tanto vissuto insieme, così tanto da essere oltre la metà della nostra vita e quel vissuto, quel legame è ciò che fa famiglia.
Viviamo un tempo al contrario ma non cambia questi giorni di ottobre difficili e un pò malinconici che ci legano come un filo sottile e invisibile che non si può spezzare, né si spezzerà.
Ma tu lo sai, devi solo ricordarlo.
©Lughe

 
Ascolta e balla con me


09 ottobre 2026

©tenera notte


La notte è tiepida e il vicolo è solitario, umido per la pioggia, coperto dalle foglie e dai ricci del castagno ed straordinariamente pacificante.
Il profumo dei ceppi che bruciano nei camini delle case accanto lascia un sapore di caldo e avvolgente nello scricchiolio, unico rumore, delle foglie sotto i piedi.
Da lontano le luci delle finestre che lo illuminano sembra un piccolo presepe fuori tempo ma quello che nessuno può vedere è l'affetto e la preoccupazione che ci ha circondato in quei lunghi mesi di caos, fatto di sorrisi aperti e sinceri, di piccole carezze silenziose e di abbracci senza parole, quando le lacrime faticavano a restare rintanate in sguardi terrorizzati.
Nonostante non sia casa in tutti questi anni un po' casa lo è diventata per i volti e i sorrisi di questi montanari dal viso rude e il cuore tenero come una calda coperta.
Cammino nel silenzio di questa notte e una lacrima sfugge al controllo perché questo luogo è un piccolo angolo di pace pieno di quel calore unico che solo la sincerità delle persone arroccate ai piedi di monti impervi e pieni di storia resiliente, regala.
La pioggia piano si placa e resta il suo profumo mischiato al muschio leggero e ai ceppi nei camini e dopo tanto tempo il cuore è calmo e la testa è libera.
Rifaccio lentamente la salita fino a casa e tutto mi sembra possibile e respiro questi profumi e finalmente questa notte dormirò.
©Lughe




06 ottobre 2026

©racconti convessi


A volte i pensieri sembrano come avvolti in una bolla che distorce le lettere allungandole, arrotondandole senza mai perdere il senso.
I ricordi sembrano sfocati eppure i contorni sono nitidi e ben definiti, forse, i dettagli si sono persi ma la sensazione e il calore di quei momenti è, e resta sotto pelle per sempre.
Mi specchio in una pozza e mi sembra, per un attimo, di non riconoscermi.
Solo per un attimo.
Ogni segno, ogni ruga è un caos attraversato e quei segni mi ricordano che per quanto difficile sia in qualche modo passa.
Restano i segni ma anche tutte le mani che si sono strette nella mia con piccoli messaggi, con video e foto, con lunghe mail piene di effetto e vicinanza e lunghe telefonate.
Sono davvero fortunata perché per quando difficile e grande sia il caos ho persone che mi vogliono bene che asciugano le lacrime senza domande, con discrezione e vicinanza.
Il caos non è ancora nel passato ma posso respirare lentamente e posso guardare questo cielo stellato senza paura.
Quella è finalmente un ricordo lontano.
©Lughe

28 settembre 2026

©i se

Quanti se infestano la vita.
Troppi ed a volte inutili perché racchiudono percorsi già passati, eppure quei se continuano a riempire la mente e il cuore come se si potesse riavvolgere il tempo per rifare tutto nuovamente.
Non tutti negativi, però.
Se non fossi andata in Sormani, se tu non avessi rovesciato la borsa. Se non fossi andata a quella riunione, se non avessi accettato di passeggiare.
Se non avessi fatto le scelte che ho fatto, il percorso che ho scelto, forse sarebbe tutto diverso?
Non credo.
Ci sarebbero stati altri modi e forse altri se che mi avrebbero portato dove sono oggi perché ci sono eventi che capitano senza che siano legati alle nostre scelte.
Succedono e basta.
Continuare a rimuginarci fa solo male e rovina il bello che faticosamente abbiamo costruito.
I se fanno parte della vita come i dubbi e sono quei se e quei dubbi che ci permettono di non fare gli stessi errori.
Non si può riavvolgere il tempo possiamo solo farne tesoro.
©Lughe


18 settembre 2026

©pietre


Come piccole pietre, una sopra l'altra i ricordi scorrono leggeri insieme alle parole della musica che riempie la stanza.
I pensieri si arruffano al suono duro dei rif di chitarra e al ritmo convulso della batteria.
Il rock vibra nei meandri più profondi dell'anima e libera i ricordi nel tempo che passa.
Mi muovo al ritmo di questo rock duro mentre cerco di ridare una forma decente a questa casa che a volte sembra senza aria.
Una prigione d'orata ma piena di crepe invisibili che nel tempo si sono moltiplicate al punto da sembrare pronta a crollare ma, inspiegabilmente, non crolla mai.
Lascio andare i pensieri, li libero mentre il corpo si muove a ritmo e per un attimo tutto sa di pace, tutto sembra acquietarsi.
Il profumo del tempo mi avvolge e sorrido per questa nuova e inaspettata consapevolezza, questa delicata libertà di essere fino in fondo ciò che sono, senza remore, senza rimorso, senza paura di ferire.
Una determinazione data dal caos che mi ha travolto e sconvolto la normalità.
Respiro a pieni polmoni e ballo e canto perché è arrivato il tempo dei no e del io prima di tutto e di tutti.
Respiro, piano e sorrido.
Fanculo al mondo!
©Lughe



16 settembre 2026

©lentamente


Lentamente uno spiraglio e la luce filtra lasciando quella speranza gentile che tutto torni, se non come prima, vicino a quel che era.
Un piccolo, quasi impercettibile spiraglio e la speranza si accende e nel caos almeno il cuore è tornato a battiti vicino alla normalità.
E mi manchi così tanto.
Vorrei rifugiarmi nel tuo abbraccio e sentire la tua calda voce che mi rassicura: "piccola va tutto bene".
Il tempo passa, io invecchio ma avevo ancora bisogno di te, dei tuoi abbracci, della tua forza.
Il tempo passa ma il dolore è sempre lì e tu mi manchi immensamente, Babbo.
Oggi più che mai!
©Lughe




10 settembre 2026

©famiglia


I ricordi si affollano e si scontrano lasciando una leggera malinconica tristezza.
È passato così tanto tempo che ho perso il conto degli anni e in nessun momento ho pensato a cosa fosse il dopo.
Eppure il tempo è passato e abbiamo costruito una famiglia fatta di condivisione, di vicinanza, di sostegno non dimenticando mai quello che hai continuato a ripetermi: "gli amici sono la famiglia che ti scegli" e noi ci siamo scelti.
È stato difficile?
Immensamente!
Eppure in nessun momento mi sono sentita sola, tu non mi hai fatta sentire sola nonostante questo tempo al contrario.
Le parole faticano a trovare la via per la stanchezza e per quella sensazione dolorosa che non sia finita, che ci sia altro e nel frattempo la mia vita è in paura, ancora una volta.
E sembra assurdo, allo stesso tempo meraviglioso, lasciare che una pagina virtuale, quasi isolata dal mondo, custodisca i miei pensieri, il dolore e finanche i ricordi che tu, probabilmente solo tu, leggi, é confortante, assurdamente terapeutico lasciare che le emozioni macchino questa pagina e le parole si perdano nell'etere come tante piccole nuvole.
Bro oggi sono cinquanta anni che siamo famiglia e non potrei dimenticarmene neanche se volessi e non importa dove siamo, cosa facciamo, con chi siamo finché ci saremo l'uno per l'altra sempre.
©Lughe 💜

E che sia Rock: Ricordi?

06 settembre 2026

©rumore


Troppo rumore e quando è troppo mi rifugio nel silenzio.
Troppe parole che sconfinano nel surreale ed è come se avessi saracinesche che chiudono l'udito e non ascolto più.
Ho avuto paura di non farcela e ne ho ancora perché questo caos improvviso ha prosciugato ogni energia e ogni pensiero.
Il silenzio è l'unico rimedio quando tutto diventa troppo, quando il fiato fa fatica a tornare e il sonno è una chimera lontana.
Sorreggo, ascolto ma chi sorregge me?
Chi capisce che sono ben oltre la stanchezza?
Mi manca il fiato sempre più spesso, così chiudo gli occhi e provo a fare respiri profondi per calmare il cuore e i pensieri.
Troppo rumore.
Troppe parole.
Ssssss, fatemi respirare per un attimo.
Solo un attimo.
©Lughe


©attraverso

Le ombre si allungano, si scompongono per poi ricomporsi in immagini sfuocate e nebulose.
Attraverso la paura consapevole che gli incubi continueranno e sono il frutto di questa lunga estate difficile.
La luce fa scomparire tutto e l'attraverso guardando la mia di ombra che si allunga e si scompone ma ci vuole tempo perché il cuore smetta di galoppare, che il respiro ritorni normale.
È stata una lunga e difficile estate e qualche contraccolpo era lì sornione pronto ad apparire quando meno te lo aspetti.
Ancora una volta una paziente e certosina ricucitura di tutti quei pezzi che si sono strappati e, forse, qualcuno si è perso inesorabilmente lasciando strappi che non si potranno aggiustare.
Attraverso la paura e sospiro nel silenzio e nel buio della notte.
©Lughe

In attesa che passi pank rock - Offspring

24 agosto 2026

©spine



La vita è piena di spine, è bella proprio per questo, come le rose se non maneggiata con cura punge.
Questa volta non solo punto ma anche graffiato e questi segni ci metteranno un pò per guarire ma, guariranno.
Altre cicatrici sotto le dita, altri segni che resteranno a memoria di questi mesi pieni di caos e dolore.
La luce è in fondo, la vediamo ma ci vorrà ancora del tempo per raggiungerla e finalmente respirare.
©Lughe




11 agosto 2026

©parole



Le parole, a volte, restano impigliate nei giorni pieni di caos senza riuscire a divenire suoni sensati.
L'armonia di esse si perde nella confusione del momento lasciandole sospese e distoniche.
Nascosta dietro un cappello guardo il mondo così lontano e pieno di parole inutili, di azioni inutili.
Resto in disparte per avere cura delle parole perché non diventino tempesta, perché non diventino poltiglia nella poltiglia altrui.
Chiudo porte e metto distanza, da quella poltiglia, per non distogliere l'attenzione da chi ha bisogno di colore, di serenità, di vicinanza discreta ma attenta.
Non ho tempo né energie per chi non capisce quanto sia difficile il momento, quanto dolore cominci a riemergere per questo caos improvviso e inaspettato.
Così mi faccio scudo e le parole si impigliano in questa rete di protezione senza riuscire a diventare armoniosi suoni.
È cambiato tutto ma lo abbiamo vissuto solo noi e lo sappiamo solo noi quanto ha distrutto questo caos.
©Lughe



31 luglio 2026

©come va?


Come va? Mi chiedono e, non so rispondere.
Il caos mi ha travolto al punto da lasciarmi senza pensieri, senza energie risucchiata dalla tempesta che la malattia ha portato con sé.
La luna è bellissima e luminosa e vorrei saper descrivere le emozioni che racchiude questo chiarore ma non ho parole che riescano a raccontare questa luce nel buio per l'ennesima notte praticamente insonne.
Le parole sono rimaste incastrate in quei corridoi asettici che sanno di disinfettante, frantumate, polverizzate in una routine di silenzi e confusione, di irrazionalità e incapacità di badare a se.
Una responsabilità enorme dover pensare al bisogno altri dovendo interpretare ogni sguardo, ogni gesto, ogni movimento del corpo in questa danza nella mente che non funziona più.
Le occhiaie profonde che neanche il trucco nasconde più e un peso nel cuore che mi stritola e mi lascia senza fiato.
Come va? Mi chiedono e non so rispondere persa in questo caos che non finisce mai.
©Lughe


Luciano Ligabue, Cosa vuoi che sia 


28 luglio 2026

©momenti


Sono i momenti difficili che ci fanno capire chi sono le persone che ti stanno accanto.
Quei piccoli gesti all'apparenza insignificanti che, invece, sono arcobaleni per chi attraversa quei momenti.
Una parola gentile, un sorriso, un messaggio di prima mattina, un ti voglio bene così lasciato scivolare con noncuranza, sono il sole dei momenti bui.
Sono giorni difficili e la razionalità, il racconto che ci facciamo per continuare a camminare sono cerotti su ferite da punti.
Una scritta su un muro: "non è la morte il vero dramma della vita ma quello che ti muore dentro mentre l'affronti"
Ed è proprio così nei giorni difficili.
©Lughe

Jung Kook, Call me


21 luglio 2026

©Burrasca


Ricordi il mare in burrasca? 
La spuma bianca in cima all'onda e il rumore sordo eppure armonioso quando si infrangeva.
Quella sensazione di pieno travolgente che solo il mare in burrasca riesce a regalare e, so che è strano amare la burrasca ma quelle emozioni che regala, i colori e il vento non hanno paragone con niente.
Ripenso spesso a quel giorno, in questo tempo di caos, per non dimenticarmi chi sono, per non farmi travolgere dall'oblio non mio.
Per ricordare il passato a chi non lo ricorda più.
Mi manca il vento e mi manca il mio tempo nel vento.
©Lughe


20 luglio 2026

©difficile


Difficile è la parola più pronunciata di queste settimane.
Difficile rimbomba come un tuono in pieno giorno.
Difficile accettare, difficile capire, difficile metabolizzare, difficile, difficile e ancora difficile.
E ogni volta che rimbalza dal cuore alla mente tutto assume quel colore grigiastro della malattia e mi sembra di essere dispersa in mezzo al mare.
Cosa resta dei ricordi, degli affetti nell'oblio della mente?
Cosa resta della vicinanza, dei progetti, di noi?
Una vita da reinventare nell'oblio della mente.
Come si accetta tutto questo?
Ed ecco che difficile rimbomba offuscando tutti i pensieri.
Difficile, tanto troppo difficile..
©Lughe

14 luglio 2026

©urla nel ailenzio


Sono razionale e consapevole e so che devo mantenere alta la lucidità ma sono stanca, molto stanca.
Sono anni che non c'è pace e questo caos improvviso mi sta logorando.
Vivere alla giornata, anzi all'ora è sempre più difficile perché non permette di vedere la fine del tunnel.
Dicevamo nel  '16 e nel  '17 che era un percorso che sarebbe passato, così è stato ma poi è arrivato il '18 e il '19 e quando sembrava fosse arrivata un pò di pace nel '20 durante la pandemia altro caos che si è aggiunto al caos del '21.
I due anni successivi sono stati caos all'ennesima potenza e ora che si poteva respirare un pò altro caos ancora più sconvolgente e doloroso.
Sono stanca, molto stanca e l'impotenza toglie i pensieri e il respiro.
Stanca.
©Lughe



11 luglio 2026

©forse


Nel silenzio della notte anche i respiri sembrano tamburi e quel suono, seppur lieve, rimbomba accartocciando i pochi pensieri rimasti.
Le ombre si allungano e il sapore di etere e disinfettante penetra in ogni singolo poro.
È un tempo riflesso scandito da temperature, aghi, liquidi e disorientamento, confusione, paura.
Il caos non si annuncia, arriva distruttivo a minare le poche certezze e, ancor peggio, la serenità e annulla, in parte, il futuro.
Tutto ha dimensioni diverse, modi diversi e il peso enorme, talvolta, è insopportabile.
In questo tempo riflesso anche pensare diventa faticoso.
Mi manca il fiato in questo tutto che è troppo anche per me, così respiro piano, un passo alla volta per non farmi trascinare via da questo tempo riflesso.
Non c'è scelta, non c'è potere decisionale resta solo respirare e resistere in attesa che il caos si fermi.
©Lughe

Nel frattempo Rock a tutto volume


07 luglio 2026

©vicino lontano



Bro,  le ombre fanno paura solo quando assumono forme indistinte e sbiadite nella notte ma quando nasce il giorno rivelano i dettagli, le sfumature e non appaiono più così spaventose.
Lo sappiamo e sappiamo come tenere a bada le paure che scaturiscono dalla percezione confusa del nostro sguardo.
Non è quel tempo ma si, è difficile guardare questo caos improvviso senza poter fare niente, assolutamente niente.
E, hai ragione, questo tempo al contrario non aiuta te né me ma non scalfisce la vicinanza e non scardina questo affetto lungo cinquanta anni, ci vuole ben altro per incrinare la famiglia e noi, famiglia, lo siamo da tutta una vita.
Certo, non possiamo passeggiare insieme, berci il caffè del "conforto" ma i messaggi del buongiorno, le lunghe mail, gli scritti senza filtri qui che, spesso, sono comprensibili solo a te e a chi cammina da sempre accanto, sono il tempo prezioso che aiuta in questo caos doloroso.
La famiglia è capace di adattarsi alle intemperie più distruttive e noi lo abbiamo fatto e lo facciamo sempre, anche oggi che viviamo un tempo al contrario.
Volersi bene è anche questo, non credi?
Perciò anche se lontano la tua spalla è appoggiata alla mia e questo vale più di tutto.
Bro, ti voglio bene e questo non cambierà, a prescindere da dove siamo e quale tempo viviamo.
Non cambierà mai!
©L

05 luglio 2026

©confusion

In equilibrio perfetto in questo momento di caos e dolore.
Guardare negli occhi la persona che ti sta accanto da tutta una vita e leggerci confusione, dolore, paura è come stringere il cuore in una morsa finché non sanguina.
L'inutilità di questo momento è devastante e vorrei aver studiato medicina per avere un elemento in più, per illudermi di poter aiutare la metà che mi sta accanto da sempre e i pensieri si moltiplicano, si ingarbugliano, si stropicciano e resta solo la stanchezza e la sua mano sul mio braccio per una ennesima notte insonne.
Cosa resta di un amore quanto la malattia offusca la mente?
©Lughe

02 luglio 2026

©agognato desio


Nei momenti di difficoltà è necessario il silenzio per arginare il caos dei pensieri altrui che inevitabilmente diventano suoni fastidiosi.
Le supposizioni si sprecano e creano ancora più caos e più il caos aumenta e più agogno il silenzio perché c'è bisogno di calma per decidere, eppure le persone hanno bisogno del caos nel caos.
Sono arrabbiata!
Molto arrabbiata in questo momento di grande difficoltà della persona che amo e il caos mi confonde, mi agita, non permette di guardare alle cose con serenità e di valutare ogni cambiamento, ogni piccolo segno di ripresa o di pericolo.
Il caos è poltiglia lattiginosa che divora tutto quando invece ci sarebbe bisogno di calma, di parole ben calibrate, di silenzio.
Ah il silenzio, agognato desio!
Avevo solo bisogno di una spalla su cui appoggiarmi non di analisi comparate di medicina avanzata di "medici de no altri" invece un fiume di parole inutili, di vaneggiamenti che hanno rasentato la totale mancanza di rispetto come se all'improvviso fossi incapace di decidere, di capire, di ragionare.
Caspita come sono arrabbiata, agitata, sopraffatta da tutte quelle parole inutili in un momento in cui è necessario, invece, stare calmi e lucidi.
Hai ragione scrivere mi ha sempre aiutata e sapere che leggerai mi conforta ma ora avrei bisogno di rompere, spaccare, torcere per scaricare questa tensione e questa rabbia e avrei così bisogno di appoggiarmi in silenzio e piangere.
Piangere fino ad addormentarmi per sciogliere questo peso enorme che ho nel cuore.
Cosa resta nell'oblio della mente di questo amore?
Lughe



 

©e poi?


E poi cosa resta degli infiniti giorni, come una stanza vuota la mente persa in un mondo nascosto.
E poi cosa resta degli attimi, dei ricordi.
Cosa resta di un amore negli abbracci, nei sorrisi in una mente nell'oblio.
Casa resta nelle lacrime di oggi.
©Lughe


30 giugno 2026

©senza meta


Il cielo terso, nuvole che si spostano velocemente al ritmo del vento e poi eccolo, il primo tuono.
Il vento si fa più intenso e il cielo si illumina ecco  i fulmini e il cielo cambia colore e si tinge di bianco e poi di rosso.
Il tripudio del temporale con le gocce che si fanno timide e poi prendono coraggio e si rovesciano creando una musica meravigliosa.
Amo i temporali e i suoi colori e il suono dell'acqua sul selciato, sulle fronde degli alberi.
È un suono rassicurante e calma e conforta e libera.
È difficile questo momento, terribilmente difficile e questo temporale, per un attimo, mi ha scaldato.
Mi ha ridato un po' di energie e con quei colori negli occhi mi sono appoggiata al muro e ho svuotato la mente e calmato il cuore.
©Lughe

27 giugno 2026

©Poesia

Un fiore delicatamente appoggiato può diventare un fiume di parole.
Romantiche, introspettive e, financo, crudeli perché le parole se usate con cura raccontano una storia.
Non è mai solo un fiore e neanche solo un libro o un diario. 
E, le parole non sono solo parole perché nascono dal vissuto, dai ricordi o da racconti altrui.
Non ingannarti, oltre a ciò che vedi c'è dolore, felicità, disappunto e altri mille e mille sentimenti e sensazioni che, talvolta, hanno bisogno di divenire segni.
Leggibili oppure no è poco importante, ciò che importa è che non restino a macerare per diventare poltiglia.
Un fiore e un diario ma oltre c'è una vita.
©Lughe

BTS, da Arirang

26 giugno 2026

©La cura

Prenderai cura di qualcuno è una responsabilità enorme.
Avere cura di una persona è come fare vivere un fione nella nuda roccia.
Ha bisogno di amore, l'acqua del fiore, non troppo altrimenti diventa soffocante, non troppo poco altrimenti diventa indifferenza.
È difficile, complicato e, spesso, si sbaglia allora che fare?
Ascoltare anche le cose non dette. Osservare con attenzione i cambiamenti, i sorpiri, gli sguardi fuggevoli ed esserci.
Una presenza attenta ma discreta perché, a volte, per aver cura di qualcuno non servono tante parole, tanti ragionamenti.
Un abbraccio senza motivo, una carezza delicata, un sorriso  perché ci sono momenti delle persone che amiamo che hanno bisogno di essere metabolizzati, scansionati e ridotti a percorsi da attraversare.
Non da soli ma vanno attraversati.
Le malattie sono così e noi possiamo solo esserci.
Anche quando è faticoso, anche quando la nostra presenza sembra inutile.
Esserci, Sempre!
©Lughe

21 giugno 2026

©altalene


Il posto accanto è un posto privilegiato che non è per tutti.
È quel luogo intimo e segreto a cui si può accedere con la fiducia, la conoscenza.
Poche persone hanno questo privilegio e seppur quelle altalene non esistono più un posto accanto, per te, ci sarà sempre.
Non servono tante parole, né tante spiegazioni, basta appoggiare la spalla e ti sorreggerò.
Non sei sola, non lo sei mai stata.
©Lughe


19 giugno 2026

©lacrime


I Linkin Park nelle orecchie, l'aspirapolvere che graffia il pavimento in questo venerdì di pulizie necessarie.
Tutto meccanico, automatico nell'abitudine, poi un movimento sbadato e il libro si rovescia sul pavimento scoprendo una foto e sono rimasta immobile per un tempo che non so definire, guardando il tuo sorriso, i tuoi occhi divertiti e il ricordo mi ha trafitto il cuore.
Come se il mio corpo fosse di qualcuno altro si è accasciato vicino e calde lacrime sono sgorgate come un fiume in piena.
Come avevo bisogno di fare da tanto ma le persone forti non piangono, le persone forti tengono tutto nascosto nella profondità del cuore e intanto il dolore imputridisce il cuore.
Delicatamente prendo il libro la tua foto lo ripongo al suo posto ma non riesco a ricacciare indietro quel fiume di lacrime rimaste lì da così tanto da bruciare tutto.
Alzo il volume sempre più convinta che essere forti è una maledizione perché ti lascia sola.
Riaccendo l'aspirapolvere ma è come se avessi dimenticato come si fa, le mani tremanti, il corpo scosso da singhiozzi, torno in ginocchio e lascio che quel dolore e tutti i dolori che sono venuti dopo di te scivolino insieme a quelle lacrime.
Non passerà la tua mancanza ma il cuore fa meno male.
©Lughe




©pensieri in circolo


Le parole non dette lasciano che i dubbi si insinuino nella profondità della mente per ricomparire, fastidiosi e molesti, nei momenti di fragilità.
I dubbi nascono dagli equivoci delle mancate spiegazioni, della poca chiarezza di intenti e puoi scacciarli, giustificarli ma restano li a sedimentare quella sensazione di solitudine che le parole non dette lasciano.
Così i pensieri circolano e, talvolta, diventano tormenta ma non trovano mai veramente la via, solo tormenta per noi.
È come perdere una scarpa e restare claudicanti per un attimo mentre intorno si fa grigio e poi nero.
Quando accade non basta più trasformare i pensieri in parole perché quella sensazione di solitudine e di abbandono resta lì a cambiare tutto.
©Lughe


17 giugno 2026

©sospesa

Come un balcone spoglio, sospeso, sporgente e tristemente solitario con quelle persiane chiuse, così a volte mi sento quando le aspettative altrui superano qualsiasi ragionevole ipotesi.
A cosa serve spiegare che aspettarsi, sempre, qualcosa, qualsiasi cosa, è sbagliato anche dopo anni di spiegazioni e ragionamenti.
Penso che manchi l'ascolto e la capacità di capire le ragioni dell'altro in questa smania incomprensibile di voler a tutti i costi rendere l'altro a nostra immagine e somiglianza.
Non restano tante parole e così faccio silenzio e vado via.
In cuore mio ho sempre saputo che non cambierebbe nulla, forse, neanche l'assenza.
Respiro e mi allontano.
©Lughe




15 giugno 2026

© può darsi


Può darsi, è una probabilità che lascia sospesi tra il si e il no.
È indefinita e lascia spazio a pensieri ed illusioni che spesso rasentano la fantasia.
Un bel no, seppur secco e, forse, crudele è sempre meglio di un "può darsi".
Il NO non lascia spazi, non illude, non genera il malinteso dell'emozione o dell'aspettativa e allora perché non usarlo?
Certo, ci vuole coraggio a pronunciare un NO perché non lascia scampo ma lo preferisco e preferisco usarlo se necessario.
In nessun ragionamento o interlocuzione con chiunque uso il "può darsi" se per me è NO.
Non importa se può apparire crudele e fin cinico ma non illude perché l'illusione fa molto più male di un NO.
È per questo che è NO!
©Lughe


14 giugno 2026

©il grigio della mente


Il disagio mentale fa paura ma trattarlo con uomini in divisa peggiora solo le cose.
Oggi in Pronto soccorso una fila di persone così e non ho potuto non pensare a quelle famiglie che affrontano questo disagio senza strumenti né servizi.
La paura che aleggiava nella sala d'attesa mi ha sconcertato. Sarà che con anni di esperienza personale quelle persone non mi facevano paura ma una grande tristezza persi nella loro mente, piena di nemici e di mostri pronti ad aggredirli.
Sono rimasta seduta al mio posto senza scappare perché in quel momento avevano solo bisogno di comprensione nello sguardo non di terrore.
I poliziotti e gli infermieri bravissimi seppur quelle divise erano ingombranti e spaventose agli occhi della persona che stava "svalvolando" e quella ricerca di solidarietà si è posata e i nostri sguardi si sono incrociati e il mio sorriso è stato come un sedativo in vena.
Si è diretto deciso verso di me con il poliziotto che ha provato a fermarlo ma non vi era bisogno, non c'era nessuno pericolo.
Così semplicemente un po' di gentilezza per una mente annebbiata da chissà quali mostri.
Una giornata domenicale in un pronto soccorso ad attendere, guardando come non succedeva da tanto tempo, il disagio di chi sta male e, forse, non è compreso ed è abbandonato, perché la malattia mentale fa paura.
Troppa paura.
©Lughe


12 giugno 2026

©e rock sia!


Rido, hai ragione molto rock, duro o influenzato dalle armonie più romantiche del pop  ma sempre rock.
È e resta il mio primo amore e il primo amore non si scorda mai (sorrido)
Mi rigenera e in questo lungo periodo di "intoppi" di ogni genere è una medicina miracolosa e mi permette di sfogarmi cantanto a squarcia gola, ballando sui rif di chitarra o sul rimbombo della batteria e poi con passi leggeri nell'accompagnamento mai banale del basso.
Chiudo gli occhi ed è come se il corpo avesse vita propria e segue il ritmo e la mente si svuota e il cuore smette di fare male e questo dolore costante e continuo, ogni volta che respiro, si acquieta.
Avevo dimenticato quanto è bello sedersi, ballare, scrivere e lasciare che tutto succeda senza preoccuparsi prima ma solo dopo e solo se è necessario.
E, hai ragione, i tacchi a spillo sono la mia corazza contro il mondo e se tutti gli altri non capiscono che importa.
In fondo la libertà è anche questo.
Balla con me!
©Lughe


11 giugno 2026

©macchie


Finalmente tacchi a spillo, vestito leggero e passi decisi.
Avevo bisogno di tutto questo per ricominciare a credere che tutto è possibile.
Sembra assurdo che dei tacchi possano dare gioia eppure quando il piede si è adagiato perfettamente nelle mie scarpe preferite è stato come se un grosso macigno scivolasse via.
Il piede non fa più male i passi sono tornati armoniosi e dopo tanto tempo mi è sembrato tutto straordinario.
Così con la musica belle orecchie ho ballato nonostante i tacchi e il vestito fluttuava al ritmo della musica che sentivo solo io.
Un giorno pieno di colore con i tacchi a spillo.
©Lughe



08 giugno 2026

©oltre


Lo sguardo si perde oltre quella linea che sembra delimitare il mare, eppure sembra infinito questo spazio.
Cosa si nasconde oltre, dove lo sguardo non può arrivare e come sarà il mare, il cielo.
A gambe incrociate, la musica che riempie ogni l'aria avvolgendo il corpo e i pensieri che faticano a diventare ragionamenti di senso compiuto.
L'immaginazione spazia, senza confini liberando la rabbia e l'emozione che molti ricordi, tal volta, portano con sé.
Eppure, il cuore è sereno come se avesse bisogno di questo pavimento freddo, delle ossa che scricchiolano per pacificarsi.
Appoggio le mani, chiudo gli occhi e respiro, piano al ritmo di questa musica, come una danza silenziosa tra me e i ricordi invadenti.
Respiro e oltre non c'è più nulla.
Oltre c'è solo il vento, le nuvole, la dolce risacca del mare che cresce e si ritira.
Respiro e il cuore non fa più male.
©Lughe

Bambole di Pezza, Libertà 


06 giugno 2026

©anche se


Anche se il tempo passa, la storia non cambia.
Si modellano i caratteri, i modi perché ogni giorno impariamo qualcosa che scalfisce o rafforza le convinzioni e i pensieri ma, noi nell'essenza, siamo sempre gli stessi.
Siamo, forse, più pazienti ma ciò che ci infastidiva a sedici anni ci infastidisce anche oggi. Siamo solo più bravi a mantenere il controllo, a rivendicare ciò in cui crediamo con autorevolezza e senza la rabbia che ci ha fatto camminare in adolescenza.
Non siamo cambiati, siamo solo più grandi, più maturi e capaci di aspettare il momento giusto.
Anche se sembriamo cambiati in realtà non lo siamo affatto ed è un bene perché quella casa chiamata famiglia non sarebbe rimasta in piedi.
Quella casa ha fondamenta solide non basterà una folata di vento per abbatterla, anche se il tempo di oggi è un tempo al contrario.
Così semplicemente con tutti gli "anche se"
©Lughe

Red Hot Chili Peppers, Californication




 

04 giugno 2026

©Penso, sono


Geme il silenzio
nelle notti senza luna
Ombre
al limitare di spigoli
illuminati dalla
fievole luce
Geme il silenzio
nel rimbombo del cuore
tra siepi e cancelli
come mostri dai
lunghi tentacoli
Improvviso il click
cancella le ombre
l'abbraccio illumina.
I fantasmi domati
fino alla prossima 
notte buia.
Ho perso le parole
nelle notti infinite
nel fiume che scorre
Nei rintocchi di un orologio
nelle notte senta stelle e
nei cieli carichi di pioggia
Ho perso le parole
nei silenzi stridenti
nelle promesse mai mantenute
negli sguardi senza domani
Ho perso le parole o
forse, ho o solo perso me
nel fiume che scorre
©Lughe


Papa Roach, Forever



01 giugno 2026

©Dimmi di te


Mi è capitato spesso di sentirmi dire "parlami di te" ma, anche, parlami di lui o di lei e di rispondere con un sorriso cambiando discorso.
Spesso quelle persone si allontanano non capendo che parlare di se o di altri non è mai facile perché si rischia di essere troppo benevoli o troppo critici verso se stessi e verso gli altri.
Le persone dovrebbero conoscerci piano, piano senza opinioni che possono essere fuorvianti.
Con il tempo quella affermazione è diventata "non parli mai di te" che sottintende una mancanza di fiducia quando nella realtà è qualcosa che non so fare.
Eppure sembra incomprensibile non rovesciare su altri tutti i pensieri, le emozioni, i dubbi come se fosse possibile denudarsi con chiunque e sempre, perché aprirsi così con qualcuno è come mettersi a nudo e non con tutti è possibile.
È già difficile farlo con persone che amo figuriamoci con persone che sono di passaggio.
Capisco sia difficile capire che aprirsi per me comporta uno sforzo fisico e mentale enorme, frutto della riservatezza e dell'introversione che, non sempre è facile da superare.
Probabilmente penso troppo ma pensare permette di avere cura delle parole e di me.
©Lughe

Red Hot Chili Peppers,  My Friends



29 maggio 2026

©maggio e


Quel 29 Maggio 2017 ha cambiato la mia vita.
In peggio ma anche in meglio.
In peggio perché ogni volta che respiro e il dolore mi picchia in testa mi ricorda quei lunghi mesi di recupero anche se il dolore, alla fine non passato.
In meglio perché quella seconda diagnosi mi ha permesso di capire chi davvero mi voleva stare vicino e chi, invece, lo faceva per dovere o per pietà.
Per quanto il tempo passi questa data è e resta la linea di demarcazione del cambiamento, non sempre in meglio, sinceramente.
Sono sempre io ma lo sguardo è diverso, i modi sono diversi perché ho imparato a volgere lo sguardo e le energia verso le cose veramente importanti.
Non passa inosservata questa data, anche quando mi impegno, perché ha lasciato una cicatrice sul corpo e nell'anima e quella sul corpo fa ancora male ma, corro, fino al prossimo 29 Maggio.
©Lughe


Linking Park, Burn It Down



25 maggio 2026

©occhi


Chissà cosa avrà pensato il signore seduto oltre la mia scrivania quando si è accorto che lo fissavo e non avevo sentito una sola parola.
I suoi occhi con quel colore così particolare mi hanno ricordato i tuoi.
La stessa trasparenza e profondità, la stessa forma allungata nel viso ambrato che li faceva risaltare anche di più e sono rimasta incantata e quel buco nel mio cuore ha ricominciato a sanguinare.
Quando ho realizzato che mi ero irrigidita fissandolo, mi sono scusata ma deve aver capito che in realtà non era lui che guardavo ma un ricordo.
Avrà pensato che ero matta ma quegli occhi hanno riaperto una ferita che, forse, non si è mai rimarginata del tutto.
Mi manchi come l'aria e nonostante il tempo, quel ultimo abbraccio e il tuo respiro che si spegneva è una bruciatura nel mio cuore che fa male sempre.
Oggi più di altri giorni.
@Lughe




19 maggio 2026

©marea

 
Il tumulto delle parole che non ci siamo mai detti sono come le onde della marea, si infrangono e si ritirano nel ripetersi dei giorni.
Ti guardo e non hai ascoltato neanche una parola e, non fa più male.
La tristezza addensa l'aria ma non ti accorgi di quanta distanza genera.
Estranei, questo siamo e mi chiedo come è stato possibile perdersi così mentre il tempo scorre e noi ci allontaniamo ogni giorno di più.
Ti guardo e vorrei scuoterti da questo torpore che lascia al caso qualcosa di così prezioso e so che, ancora una volta, dovrò decidere io e, non lo farò.
Sono stanca così stanca di decidere per te che non ho più voglia di farlo e non ha neanche più senso.
Ti guardo scuoto la testa e piano mi allontano, perché è diventato un peso che non voglio più portare.
A volte, solo a volte, mi guardo indietro e mi sembra di aver sprecato il mio tempo, il mio amore per te.
Ti guardo e mi rendo conto che il mio cuore è spezzato per aver amato così tanto un uomo che pensa di conoscermi e non mi conosce affatto.
Ti guardo e si, dovrei proprio andarmene, in fondo non cambierebbe nulla.
©Lughe

18 maggio 2026

©acqua


Acqua come specchi
Riflette il rosa del ciliegio
Acqua come ghiaccio sciolto
Le immagini si dissolvono
Lasciando il ricordo e
L'emozione di quel riflesso
Acqua che sembra musica
E in quella musica 
Faccio pace con il mondo
©Lughe

Sigur Rós, Glósóli



17 maggio 2026

©passa


Come una foto capovolta questo tempo.
Tutto si riflette all'infinito e diventa inafferrabile, eppure se allungo una mano posso toccarlo ma, sfugge.
Sono giorni così, un pò malinconici, un pò grigi, è solo la lentezza che ogni maggio porta con sé e va smaltita, elaborata e poi archiviata.
Una foto capovolta che basta rimettere a posto perché tutto torni alla normalità anche se, più passa il tempo e più difficile diventa ma, passa.
Ci vuole solo un pò di tempo in più ma, passa.
Passa sempre!
©Lughe

15 maggio 2026

15 Maggio


Piove anche oggi come tre anni fa e nonostante gli impegni, le persone incontrate mi è sembrato di girare in tondo.
Ero contenta di essere impegnata oggi, per fare passare questo giorno in sordina ma le date del dolore  in sordina non passano mai.
Ho comprato un libro di una scrittrice coreana ed è stato come averti vicino a consigliarmi ed è stato come sentirti ripetere "devi venire e ti innamorerai della mia gente".
Quando penso alla malattia è quasi normale pensare a te perché quei giorni di tempesta li abbiamo vissuti insieme e, tutto è sembrato meno drammatico, meno doloroso.
Letti vicino, a volte, stesso letto una in cima e una in fondo a parlare fitto, fitto dell'ultimo libro letto, dei tuoi kdrama e la luce nei tuoi occhi quando raccontavi, facevi sembrare quella chemio una pastiglia meno amara.
Mi mancano i tuoi messaggi buffi dopo un esame, dopo un controllo e, mi manca, il tuo buon giorno in coreano.
Mi manchi tu.
La malattia è e resta una bruciatura sulla pelle ma mi aveva regalato te ed era come avere sempre un piccolo arcobaleno pieno di sfumature.
Sono passati tre  anni e accendo l'incenso e, mi manchi.
©Lughe

12 maggio 2026

©e se


Il vento ha spezzato tutte le nuvole lasciando completamente libere le montagne.
La giornata è così limpida che sembra di poterle toccare, le montagne, eppure sono lontanissime.
Una giornata di vento che trasporta i profumi delle piante e dei fiori smorzando i raggi del sole.
Lo sguardo si perde e il vento entra ed esce lasciando quella sensazione di pace che solo il suo profumo porta, sempre, con sé.
Ho passeggiato senza meta come ho fatto tante volte, lasciando che i pensieri si perdessero, si mischiassero, si liberassero per volare nel vento.
E se potessi fermare questo attimo come un dipinto da guardare e riguardare lo farei ma non si può fermare il tempo e oggi è quasi domani.
©Lughe

Nuvole, Ludovico Eiunaudi


11 maggio 2026

©Sguardo


Guardare, a volte, non significa vedere.
Spesso  ciò che si guarda è solo la superfice e non si va mai oltre e, per farlo, bisogna essere capaci di farsi domande. Di entrare in empatia con chi è di fronte a noi.
Raramente accade, per questo non condividere alcuni percorsi non significa omettere ma, esercitare il sacrosanto diritto di decidere quando, come è con chi condividere qualcosa che rappresenta ferite visibili e invisibili.
Non è vergogna, è scegliere di mettersi a nudo solo con chi ha guardato oltre l'apparenza, oltre i sorrisi rarefatti, oltre i "sto bene".
Non ci sono retro pensieri o elogibrazioni mentali, solo l'esercizio di un diritto inalienabile che rispetto e mi aspetto sia rispettato.
È semplice!
©Lughe

08 maggio 2026

©cassaforte


Dal 2017 vivo da maggio a maggio.
Il mio anno non comincia a gennaio ma a maggio è fino a maggio dell'anno dopo, se tutto è andato bene corro ma non a maggio.
In questo mese cammino piano, ascolto musica, più del solito e leggo così tanto che a volte i libri presi per questo mese non bastano.
Poi tutto si acquieta come d'incanto e il bisogno inconscio di fare tutto quello che amo di più perché forse non ci sarà più occasione si sgonfia.
Per quanto ci provi, per quanto abbia imparato a razionalizzare questa paura non completamente consapevole maggio è sempre così: caos, tempesta e apnea.
Ora ho ricominciato a respirare, ho ricominciato a camminare veloce a tratti corro e ho messo via tutti libri letti perché un altro anno è in cassaforte.
Un altro anno è un dono incommensurabile per come tutto è iniziato e li custodisco gelosamente perché potevano non esserci.
Sono un tesoro raro e a tratti mi guardo indietro e penso a tutto quello che ho potuto fare e poi guardo avanti e posso ricominciare a fare progetti ho un anno, regalato, che mi permette di fare tanto.
Da oggi si ricomincia è indifferente degli sguardi stupiti insceno passi di danza con giravolta finale.
Ora posso respirare.
©Lughe


06 maggio 2026

©strade


Maggio è un mese difficile lo è da nove anni.
È il mese degli esami, dei controlli, delle attese in luoghi che odorano di etere e disinfettante.
La paura è scomparsa molto tempo fa perché, in qualche modo, mi sono abituata.
Abituata agli aghi, agli sguardi di compassione, alle pacche sulla spalla con quel "coraggio" di circostanza che è più un fastidio e un vero conforto.
Impegno il tempo leggendo e, come è accaduto, saluto chi si ricorda e mi ha aiutato a rendere quell'anno infernale meno doloroso e complicato.
Maggio è un mese difficile ma ogni esame ritirato, ogni ago che buca la pelle è niente in confronto a quello che è stato, così ho imparato a prendere tutto come viene, col sorriso, leggendo e ascoltando musica nelle lunghe attese.
Il percorso che si ripete ogni anno è quasi concluso ma la "bestia" fa capolino e tutti i piccoli sintomi che allora non conoscevo oggi sono noti, anche troppo.
Eppure la "bestia" mi ha insegnato che ci sono cose in cui la nostra volontà non conta, il nostro impegno è ininfluente conta solo come camminerò su quella strada.
Così aspetto e chissà magari anche questa volta potrò correre.
©Lughe


BTS, da Arirang


02 maggio 2026

©risposta


Sinceramente non so se rispondere sia giusto o sbagliato e, se farlo qui abbia un senso diverso.
Credo di sì.
Sapere chi sono non è mai stato un problema perché ho smesso molto tempo fa di preoccuparmi di ciò che pensano le persone, i loro pregiudizi, le loro etichette.
Questo non è uno spazio condiviso perché non avrebbe senso farlo, per molte ragioni, una soprattutto: alle persone non interessa come stiamo e non interessa quanta fatica, a volte, si fa per superare i momenti difficili.
Ci vogliono sorridenti e la risposta deve essere sempre: sto bene anche quando non è vero.
Lì c'è l'impegno politico, sindacale, sociale qui ci sono solo io con tutti i dubbi, le perplessità che spesso la vita mi costringe ad affrontare.
Qui ci sono le mancanze e la mia malattia che oggi è spenta ma domani potrebbe ripresentarsi costringendomi a rifare un percorso doloroso.
E il problema non è se ma quando accadrà e questo mi fa guardare il mondo e le persone con occhi diversi e mi fa scegliere con chi stare e chi evitare.
Hai ragione in molti non sanno chi sono, ne cosa si cela dietro il sorriso o la battuta ma è una scelta perché scoprirsi con tutti ci lascia indifesi e vulnerabili ed è un errore che ho fatto e che ha lasciato ferite profonde.
E hai ragione, sono sempre introversa e distante incapace di raccontarsi ma dovresti saperlo l'età peggiora certi aspetti non li migliora.
Non sono cambiata molto, solo con tanti anni in più, rispetto agli anni di scuola,  forse solo meno arrabbiata e completamente disinteressata dell'opinione superficiale che hanno gli altri di me.
In questo modo di guardare alle cose c'è anche la musica e ascolta il brano sotto, senti il suono struggente della chitarra e poi dimmi che non hai voglia di scoprire chi è questo musicista.
Io l'ho fatto perché a volte è solo una etichetta ma dietro ci sono musicisti e compositori straordinari. 
Lui è uno di quelli!
È stato bello leggerti ed è bello sapere che alcuni ricordi sono anche tuoi.
A presto.
©Lughe




lacasadiLughe

Ciao, sei tra le parole di Lughe, se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piace.


Grazie

per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

©copyright

Ciao, quello che hai letto sono le parole di Lughe, se condividi, se prelevi, lascia un messaggio, per favore. Verrò a leggerti con piacere. Grazie!

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