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31 luglio 2026

©come va?


Come va? Mi chiedono e, non so rispondere.
Il caos mi ha travolto al punto da lasciarmi senza pensieri, senza energie risucchiata dalla tempesta che la malattia ha portato con sé.
La luna è bellissima e luminosa e vorrei saper descrivere le emozioni che racchiude questo chiarore ma non ho parole che riescano a raccontare questa luce nel buio per l'ennesima notte praticamente insonne.
Le parole sono rimaste incastrate in quei corridoi asettici che sanno di disinfettante, frantumate, polverizzate in una routine di silenzi e confusione, di irrazionalità e incapacità di badare a se.
Una responsabilità enorme dover pensare al bisogno altri dovendo interpretare ogni sguardo, ogni gesto, ogni movimento del corpo in questa danza nella mente che non funziona più.
Le occhiaie profonde che neanche il trucco nasconde più e un peso nel cuore che mi stritola e mi lascia senza fiato.
Come va? Mi chiedono e non so rispondere persa in questo caos che finisce mai.
©Lughe


Luciano Ligabue, Cosa vuoi che sia 


28 luglio 2026

©momenti


Sono i momenti difficili che ci fanno capire chi sono le persone che ti stanno accanto.
Quei piccoli gesti all'apparenza insignificanti che, invece, sono arcobaleni per chi attraversa quei momenti.
Una parola gentile, un sorriso, un messaggio di prima mattina, un ti voglio bene così lasciato scivolare con noncuranza, sono il sole dei momenti bui.
Sono giorni difficili e la razionalità, il racconto che ci facciamo per continuare a camminare sono cerotti su ferite da punti.
Una scritta su un muro: "non è la morte il vero dramma della vita ma quello che ti muore dentro mentre l'affronti"
Ed è proprio così nei giorni difficili.
©Lughe

Jung Kook, Call me


21 luglio 2026

©Burrasca


Ricordi il mare in burrasca? 
La spuma bianca in cima all'onda e il rumore sordo eppure armonioso quando si infrangeva.
Quella sensazione di pieno travolgente che solo il mare in burrasca riesce a regalare e, so che è strano amare la burrasca ma quelle emozioni che regala, i colori e il vento non hanno paragone con niente.
Ripenso spesso a quel giorno, in questo tempo di caos, per non dimenticarmi chi sono, per non farmi travolgere dall'oblio non mio.
Per ricordare il passato a chi non lo ricorda più.
Mi manca il vento e mi manca il mio tempo nel vento.
©Lughe


20 luglio 2026

©difficile


Difficile è la parola più pronunciata di queste settimane.
Difficile rimbomba come un tuono in pieno giorno.
Difficile accettare, difficile capire, difficile metabolizzare, difficile, difficile e ancora difficile.
E ogni volta che rimbalza dal cuore alla mente tutto assume quel colore grigiastro della malattia e mi sembra di essere dispersa in mezzo al mare.
Cosa resta dei ricordi, degli affetti nell'oblio della mente?
Cosa resta della vicinanza, dei progetti, di noi?
Una vita da reinventare nell'oblio della mente.
Come si accetta tutto questo?
Ed ecco che difficile rimbomba offuscando tutti i pensieri.
Difficile, tanto troppo difficile..
©Lughe

14 luglio 2026

©urla nel ailenzio


Sono razionale e consapevole e so che devo mantenere alta la lucidità ma sono stanca, molto stanca.
Sono anni che non c'è pace e questo caos improvviso mi sta logorando.
Vivere alla giornata, anzi all'ora è sempre più difficile perché non permette di vedere la fine del tunnel.
Dicevamo nel  '16 e nel  '17 che era un percorso che sarebbe passato, così è stato ma poi è arrivato il '18 e il '19 e quando sembrava fosse arrivata un pò di pace nel '20 durante la pandemia altro caos che si aggiunto al caos del '21.
I due anni successivi sono stati caos all'ennesima potenza e ora che si poteva respirare un pò altro caos ancora più sconvolgente e doloroso.
Sono stanca, molto stanca e l'impotenza toglie i pensieri e il respiro.
Stanca.
©Lughe



11 luglio 2026

©forse

Nel silenzio della notte anche i respiri sembrano tamburi e quel suono, seppur lieve, rimbomba accartocciando i pochi pensieri rimasti.
Le ombre si allungano e il sapore di etere e disinfettante penetra in ogni singolo poro.
È un tempo riflesso scandito da temperature, aghi, liquidi e disorientamento, confusione, paura.
Il caos non si annuncia, arriva distruttivo a minare le poche certezze e, ancor peggio, la serenità e annulla, in parte, il futuro.
Tutto ha dimensioni diverse, modi diversi e il peso enorme, talvolta, è insopportabile.
In questo tempo riflesso anche pensare diventa faticoso.
Mi manca il fiato in questo tutto che è troppo anche per me, così respiro piano, un passo alla volta per non farmi trascinare via da questo tempo riflesso.
Non c'è scelta, non c'è potere decisionale resta solo respirare e resistere in attesa che il caos si fermi.
©Lughe

Nel frattempo Rock a tutto volume


07 luglio 2026

©vicino lontano

Bro,  le ombre fanno paura solo quando assumono forme indistinte e sbiatide nella notte ma quando nasce il giorno rivelano i dettagli, le sfumature e non appaiono più così spaventose.
Lo sappiamo e sappiamo come tenere a bada le paure che scaturiscono dalla percezione confusa del nostro sguardo.
Non è quel tempo ma si, è difficile guardare questo caos improvviso senza poter fare niente, assolutamente niente.
E, hai ragione, questo tempo al contrario non aiuta te né me ma non scalfisce la vicinanza e non scardina questo affetto lungo cinquanta anni, ci vuole ben altro per incrinare la famiglia e noi, famiglia, lo siamo da tutta una vita.
Certo, non possiamo passeggiare insieme, berci il caffè del "conforto" ma i messaggi del buongiorno, le lunghe mail, gli scritti senza filtri qui che, spesso, sono comprensibili solo a te e a chi cammina da sempre accanto, sono il tempo prezioso che aiuta in questo caos doloroso.
La famiglia è capace di adattarsi alle intemperie più distruttive e noi lo abbiamo fatto e lo facciamo sempre, anche oggi che viviamo un tempo al contrario.
Volersi bene è anche questo, non credi?
Perciò anche se lontano la tua spalla è appoggiata alla mia e questo vale più di tutto.
Bro, ti voglio bene e questo non cambierà, a prescindere da dove siamo e quale tempo viviamo.
Non cambierà mai!
©L

05 luglio 2026

©confusion

In equilibrio perfetto in questo momento di caos e dolore.
Guardare negli occhi la persona che ti sta accanto da tutta una vita e leggerci confusione, dolore, paura è come stringere il cuore in una morsa finché non sanguina.
L'inutilità di questo momento è devastante e vorrei aver studiato medicina per avere un elemento in più, per illudermi di poter aiutare la metà che mi sta accanto da sempre e i pensieri si moltiplicano, si ingarbugliano, si stropicciano e resta solo la stanchezza e la sua mano sul mio braccio per una ennesima notte insonne.
Cosa resta di un amore quanto la malattia offusca la mente?
©Lughe

02 luglio 2026

©agognato desio


Nei momenti di difficoltà è necessario il silenzio per arginare il caos dei pensieri altrui che inevitabilmente diventano suoni fastidiosi.
Le supposizioni si sprecano e creano ancora più caos e più il caos aumenta e più agogno il silenzio perché c'è bisogno di calma per decidere, eppure le persone hanno bisogno del caos nel caos.
Sono arrabbiata!
Molto arrabbiata in questo momento di grande difficoltà della persona che amo e il caos mi confonde, mi agita, non permette di guardare alle cose con serenità e di valutare ogni cambiamento, ogni piccolo segno di ripresa o di pericolo.
Il caos è poltiglia lattiginosa che divora tutto quando invece ci sarebbe bisogno di calma, di parole ben calibrate, di silenzio.
Ah il silenzio, agognato desio!
Avevo solo bisogno di una spalla su cui appoggiarmi non di analisi comparate di medicina avanzata di "medici de no altri" invece un fiume di parole inutili, di vaneggiamenti che hanno rasentato la totale mancanza di rispetto come se all'improvviso fossi incapace di decidere, di capire, di ragionare.
Caspita come sono arrabbiata, agitata, sopraffatta da tutte quelle parole inutili in un momento in cui è necessario, invece, stare calmi e lucidi.
Hai ragione scrivere mi ha sempre aiutata e sapere che leggerai mi conforta ma ora avrei bisogno di rompere, spaccare, torcere per scaricare questa tensione e questa rabbia e avrei così bisogno di appoggiarmi in silenzio e piangere.
Piangere fino ad addormentarmi per sciogliere questo peso enorme che ho nel cuore.
Cosa resta nell'oblio della mente di questo amore?
Lughe



 

©e poi?


E poi cosa resta degli infiniti giorni, come una stanza vuota la mente persa in un mondo nascosto.
E poi cosa resta degli attimi, dei ricordi.
Cosa resta di un amore negli abbracci, nei sorrisi in una mente nell'oblio.
Casa resta nelle lacrime di oggi.
©Lughe


30 giugno 2026

©senza meta

Il cielo terso, nuvole che si spostano velocemente al ritmo del vento e poi eccolo, il primo tuono.
Il vento si fa più intenso e il cielo si illumina ecco  i fulmini e il cielo cambia colore e si tinge di bianco e poi di rosso.
Il tripudio del temporale con le gocce che si fanno timide e poi prendono coraggio e si rovesciano creando una musica meravigliosa.
Amo i temporali e i suoi colori e il suono dell'acqua sul selciato, sulle fronde degli alberi.
È un suono rassicurante e calma e conforta e libera.
È difficile questo momento, terribilmente difficile e questo temporale, per un attimo, mi ha scaldato.
Mi ha ridato un po' di energie e con quei colori negli occhi mi sono appoggiata al muro e ho svuotato la mente e calmato il cuore.
©Lughe

27 giugno 2026

©Poesia

Un fiore delicatamente appoggiato può diventare un fiume di parole.
Romantiche, introspettive e, financo, crudeli perché le parole se usate con cura raccontano una storia.
Non è mai solo un fiore e neanche solo un libro o un diario. 
E, le parole non sono solo parole perché nascono dal vissuto, dai ricordi o da racconti altrui.
Non ingannarti, oltre a ciò che vedi c'è dolore, felicità, disappunto e altri mille e mille sentimenti e sensazioni che, talvolta, hanno bisogno di divenire segni.
Leggibili oppure no è poco importante, ciò che importa è che non restino a macerare per diventare poltiglia.
Un fiore e un diario ma oltre c'è una vita.
©Lughe

BTS, da Arirang

26 giugno 2026

©La cura

Prenderai cura di qualcuno è una responsabilità enorme.
Avere cura di una persona è come fare vivere un fione nella nuda roccia.
Ha bisogno di amore, l'acqua del fiore, non troppo altrimenti diventa soffocante, non troppo poco altrimenti diventa indifferenza.
È difficile, complicato e, spesso, si sbaglia allora che fare?
Ascoltare anche le cose non dette. Osservare con attenzione i cambiamenti, i sorpiri, gli sguardi fuggevoli ed esserci.
Una presenza attenta ma discreta perché, a volte, per aver cura di qualcuno non servono tante parole, tanti ragionamenti.
Un abbraccio senza motivo, una carezza delicata, un sorriso  perché ci sono momenti delle persone che amiamo che hanno bisogno di essere metabolizzati, scansionati e ridotti a percorsi da attraversare.
Non da soli ma vanno attraversati.
Le malattie sono così e noi possiamo solo esserci.
Anche quando è faticoso, anche quando la nostra presenza sembra inutile.
Esserci, Sempre!
©Lughe

21 giugno 2026

©altalene


Il posto accanto è un posto privilegiato che non è per tutti.
È quel luogo intimo e segreto a cui si può accedere con la fiducia, la conoscenza.
Poche persone hanno questo privilegio e seppur quelle altalene non esistono più un posto accanto, per te, ci sarà sempre.
Non servono tante parole, né tante spiegazioni, basta appoggiare la spalla e ti sorreggerò.
Non sei sola, non lo sei mai stata.
©Lughe


19 giugno 2026

©lacrime


I Linking Park nelle orecchie, l'aspirapolvere che graffia il pavimento in questo venerdì di pulizie necessarie.
Tutto meccanico, automatico nell'abitudine poi un movimento sbadato e il libro si rovescia sul pavimento scoprendo una foto e sono rimasta immobile per un tempo che non so definire, guardando il tuo sorriso, i tuoi occhi divertiti e il ricordo mi ha trafitto il cuore.
Come se il mio corpo fosse di qualcuno altro si è accasciato vicino e calde lacrime sono sgorgate come un fiume in piena.
Come avevo bisogno di fare da tanto ma le persone forti non piangono, le persone forti tengono tutto nascosto nella profondità del cuore e intanto il dolore imputridisce il cuore.
Delicatamente prendo il libro la tua foto lo ripongo al suo posto ma non riesco a ricacciare indietro quel fiume di lacrime rimaste lì da così tanto da bruciare tutto.
Alzo il volume sempre più convinta che essere forti è una maledizione perché ti lascia sola.
Riaccendo l'aspirapolvere ma è come se avessi dimenticato come si fa, le mani tremanti, il corpo scosso da singhiozzi, torno in ginocchio e lascio che quel dolore e tutti i dolori che sono venuti dopo di te scivolino insieme a quelle lacrime.
Non passerà la tua mancanza ma il cuore fa meno male.
©Lughe




©pensieri in circolo


Le parole non dette lasciano che i dubbi si insinuino nella profondità della mente per ricomparire, fastidiosi e molesti, nei momenti di fragilità.
I dubbi nascono dagli equivoci delle mancate spiegazioni, della poca chiarezza di intenti e puoi scacciarli, giustificarli ma restano li a sedimentare quella sensazione di solitudine che le parole non dette lasciano.
Così i pensieri circolano e, talvolta, diventano tormenta ma non trovano mai veramente la via, solo tormenta per noi.
È come perdere una scarpa e restare claudicanti per un attimo mentre intorno si fa grigio e poi nero.
Quando accade non basta più trasformare i pensieri in parole perché quella sensazione di solitudine e di abbandono resta lì a cambiare tutto.
©Lughe


17 giugno 2026

©sospesa

Come un balcone spoglio, sospeso, sporgente e tristemente solitario con quelle persiane chiuse, così a volte mi sento quando le aspettative altrui superano qualsiasi ragionevole ipotesi.
A cosa serve spiegare che aspettarsi, sempre, qualcosa, qualsiasi cosa, è sbagliato anche dopo anni di spiegazioni e ragionamenti.
Penso che manchi l'ascolto e la capacità di capire le ragioni dell'altro in questa smania incomprensibile di voler a tutti i costi rendere l'altro a nostra immagine e somiglianza.
Non restano tante parole e così faccio silenzio e vado via.
In cuore mio ho sempre saputo che non cambierebbe nulla, forse, neanche l'assenza.
Respiro e mi allontano.
©Lughe




15 giugno 2026

© può darsi


Può darsi, è una probabilità che lascia sospesi tra il si e il no.
È indefinita e lascia spazio a pensieri ed illusioni che spesso rasentano la fantasia.
Un bel no, seppur secco e, forse, crudele è sempre meglio di un "può darsi".
Il NO non lascia spazi, non illude, non genera il malinteso dell'emozione o dell'aspettativa e allora perché non usarlo.
Certo, ci vuole coraggio a pronunciare un NO perché non lascia scampo ma lo.preferisco e preferisco usarlo se necessario.
In nessun ragionamento o interlocuzione con chiunque uso il "può darsi" se per me è NO.
Non importa se può apparire crudele e fin cinico ma non illude perché l'illusione fa molto più male di un NO.
È per questo che è NO!
©Lughe


14 giugno 2026

©il grigio della mente


Il disagio mentale fa paura ma trattarlo con uomini in divisa peggiora solo le cose.
Oggi in Pronto soccorso una fila di persone così e non ho potuto non pensare a quelle famiglie che affrontano questo disagio senza strumenti né servizi.
La paura che aleggiava nella sala d'attesa mi ha sconcertato. Sarà che con anni di esperienza personale quelle persone non mi facevano paura ma una grande tristezza persi nella loro mente, piena di nemici e di mostri pronti ad aggredirli.
Sono rimasta seduta al mio posto senza scappare perché in quel momento avevano solo bisogno di comprensione nello sguardo non di terrore.
I poliziotti e gli infermieri bravissimi seppur quelle divise erano ingombranti e spaventose agli occhi della persona che stava "svalvolando" e quella ricerca di solidarietà si è posata e i nostri sguardi si sono incrociati e il mio sorriso è stato come un sedativo in vena.
Si è diretto deciso verso di me con il poliziotto che ha provato a fermarlo ma non vi era bisogno, non c'era nessuno pericolo.
Così semplicemente un po' di gentilezza per una mente annebbiata da chissà quali mostri.
Una giornata domenicale in un pronto soccorso ad attendere, guardando come non succedeva da tanto tempo, il disagio di chi sta male e, forse, non è compreso ed è abbandonato, perché la malattia mentale fa paura.
Troppa paura.
©Lughe


12 giugno 2026

©e rock sia!


Rido e hai ragione molto rock, duro o influenzato dalle armonie più romantiche del pop  ma sempre rock.
È e resta il mio primo amore e il primo amore non si scorda mai (sorrido)
Mi rigenera e in questo lungo periodo di "intoppi" di ogni genere è una medicina miracolosa e mi permette di sfogarmi cantanto a squarcia gola, ballando sui rif di chitarra o sui rimbombo della batteria e poi con passi leggeri nell'accompagnamento mai banale del basso.
Chiudo gli occhi ed è come se il corpo avesse vita propria e segue il ritmo e la mente si svuota e il cuore smette di fare male e questo dolore costante e continuo, ogni volta che respiro, si acquieta.
Avevo dimenticato quanto è bello sedersi, ballare, scrivere e lasciare che tutto succeda senza preoccuparsi prima ma solo dopo e solo se è necessario.
E, hai ragione, i tacchi a spillo sono la mia corazza contro il mondo e se tutti gli altri non capiscono che importa.
In fondo la libertà è anche questo.
Balla con me!
©Lughe


11 giugno 2026

©macchie


Finalmente tacchi a spillo, vestito leggero e passi decisi.
Avevo bisogno di tutto questo per ricominciare a credere che tutto è possibile.
Sembra assurdo che dei tacchi possano dare gioia eppure quando il piede si è adagiato perfettamente nelle mie scarpe preferite è stato come se un grosso macigno scivolasse via.
Il piede non fa più male i passi sono tornati armoniosi e dopo tanto tempo mi è sembrato tutto straordinario.
Così con la musica belle orecchie ho ballato nonostante i tacchi e il vestito fluttuava al ritmo della musica che sentivo solo io.
Un giorno pieno di colore con i tacchi a spillo.
©Lughe



08 giugno 2026

©oltre


Lo sguardo si perde oltre quella linea che sembra delimitare il mare, eppure sembra infinito questo spazio.
Cosa si nasconde oltre, dove lo sguardo non può arrivare e come sarà il mare, il cielo.
A gambe incrociate, la musica che riempie ogni l'aria avvolgendo il corpo e i pensieri che faticano a diventare ragionamenti di senso compiuto.
L'immaginazione spazia, senza confini liberando la rabbia e l'emozione che molti ricordi, tal volta, portano con sé.
Eppure, il cuore è sereno come se avesse bisogno di questo pavimento freddo, delle ossa che scricchiolano per pacificarsi.
Appoggio le mani, chiudo gli occhi e respiro, piano al ritmo di questa musica, come una danza silenziosa tra me e i ricordi invadenti.
Respiro e oltre non c'è più nulla.
Oltre c'è solo il vento, le nuvole, la dolce risacca del mare che cresce e si ritira.
Respiro e il cuore non fa più male.
©Lughe

Bambole di Pezza, Libertà 


06 giugno 2026

©anche se


Anche se il tempo passa, la storia non cambia.
Si modellano i caratteri, i modi perché ogni giorno impariamo qualcosa che scalfisce o rafforza le convinzioni e i pensieri ma, noi nell'essenza, siamo sempre gli stessi.
Siamo, forse, più pazienti ma ciò che ci infastidiva a sedici anni ci infastidisce anche oggi. Siamo solo più bravi a mantenere il controllo, a rivendicare ciò in cui crediamo con autorevolezza e senza la rabbia che ci ha fatto camminare in adolescenza.
Non siamo cambiati, siamo solo più grandi, più maturi e capaci di aspettare il momento giusto.
Anche se sembriamo cambiati in realtà non lo siamo affatto ed è un bene perché quella casa chiamata famiglia non sarebbe rimasta in piedi.
Quella casa ha fondamenta solide non basterà una folata di vento per abbatterla, anche se il tempo di oggi è un tempo al contrario.
Così semplicemente con tutti gli "anche se"
©Lughe

Red Hot Chili Peppers, Californication




 

04 giugno 2026

©Penso, sono


Geme il silenzio
nelle notti senza luna
Ombre
al limitare di spigoli
illuminati dalla
fievole luce
Geme il silenzio
nel rimbombo del cuore
tra siepi e cancelli
come mostri dai
lunghi tentacoli
Improvviso il click
cancella le ombre
l'abbraccio illumina.
I fantasmi domati
fino alla prossima 
notte buia.
Ho perso le parole
nelle notti infinite
nel fiume che scorre
Nei rintocchi di un orologio
nelle notte senta stelle e
nei cieli carichi di pioggia
Ho perso le parole
nei silenzi stridenti
nelle promesse mai mantenute
negli sguardi senza domani
Ho perso le parole o
forse, ho o solo perso me
nel fiume che scorre
©Lughe


Papa Roach, Forever



01 giugno 2026

©Dimmi di te


Mi è capitato spesso di sentirmi dire "parlami di te" ma, anche, parlami di lui o di lei e di rispondere con un sorriso cambiando discorso.
Spesso quelle persone si allontanano non capendo che parlare di se o di altri non è mai facile perché si rischia di essere troppo benevoli o troppo critici verso se stessi e verso gli altri.
Le persone dovrebbero conoscerci piano, piano senza opinioni che possono essere fuorvianti.
Con il tempo quella affermazione è diventata "non parli mai di te" che sottintende una mancanza di fiducia quando nella realtà è qualcosa che non so fare.
Eppure sembra incomprensibile non rovesciare su altri tutti i pensieri, le emozioni, i dubbi come se fosse possibile denudarsi con chiunque e sempre, perché aprirsi così con qualcuno è come mettersi a nudo e non con tutti è possibile.
È già difficile farlo con persone che amo figuriamoci con persone che sono di passaggio.
Capisco sia difficile capire che aprirsi per me comporta uno sforzo fisico e mentale enorme, frutto della riservatezza e dell'introversione che, non sempre è facile da superare.
Probabilmente penso troppo ma pensare permette di avere cura delle parole e di me.
©Lughe

Red Hot Chili Peppers,  My Friends



29 maggio 2026

©maggio e


Quel 29 Maggio 2017 ha cambiato la mia vita.
In peggio ma anche in meglio.
In peggio perché ogni volta che respiro e il dolore mi picchia in testa mi ricorda quei lunghi mesi di recupero anche se il dolore, alla fine non passato.
In meglio perché quella seconda diagnosi mi ha permesso di capire chi davvero mi voleva stare vicino e chi, invece, lo faceva per dovere o per pietà.
Per quanto il tempo passi questa data è e resta la linea di demarcazione del cambiamento, non sempre in meglio, sinceramente.
Sono sempre io ma lo sguardo è diverso, i modi sono diversi perché ho imparato a volgere lo sguardo e le energia verso le cose veramente importanti.
Non passa inosservata questa data, anche quando mi impegno, perché ha lasciato una cicatrice sul corpo e nell'anima e quella sul corpo fa ancora male ma, corro, fino al prossimo 29 Maggio.
©Lughe


Linking Park, Burn It Down



25 maggio 2026

©occhi


Chissà cosa avrà pensato il signore seduto oltre la mia scrivania quando si è accorto che lo fissavo e non avevo sentito una sola parola.
I suoi occhi con quel colore così particolare mi hanno ricordato i tuoi.
La stessa trasparenza e profondità, la stessa forma allungata nel viso ambrato che li faceva risaltare anche di più e sono rimasta incantata e quel buco nel mio cuore ha ricominciato a sanguinare.
Quando ho realizzato che mi ero irrigidita fissandolo, mi sono scusata ma deve aver capito che in realtà non era lui che guardavo ma un ricordo.
Avrà pensato che ero matta ma quegli occhi hanno riaperto una ferita che, forse, non si è mai rimarginata del tutto.
Mi manchi come l'aria e nonostante il tempo, quel ultimo abbraccio e il tuo respiro che si spegneva è una bruciatura nel mio cuore che fa male sempre.
Oggi più di altri giorni.
@Lughe




19 maggio 2026

©marea

 
Il tumulto delle parole che non ci siamo mai detti sono come le onde della marea, si infrangono e si ritirano nel ripetersi dei giorni.
Ti guardo e non hai ascoltato neanche una parola e, non fa più male.
La tristezza addensa l'aria ma non ti accorgi di quanta distanza genera.
Estranei, questo siamo e mi chiedo come è stato possibile perdersi così mentre il tempo scorre e noi ci allontaniamo ogni giorno di più.
Ti guardo e vorrei scuoterti da questo torpore che lascia al caso qualcosa di così prezioso e so che, ancora una volta, dovrò decidere io e, non lo farò.
Sono stanca così stanca di decidere per te che non ho più voglia di farlo e non ha neanche più senso.
Ti guardo scuoto la testa e piano mi allontano, perché è diventato un peso che non voglio più portare.
A volte, solo a volte, mi guardo indietro e mi sembra di aver sprecato il mio tempo, il mio amore per te.
Ti guardo e mi rendo conto che il mio cuore è spezzato per aver amato così tanto un uomo che pensa di conoscermi e non mi conosce affatto.
Ti guardo e si, dovrei proprio andarmene, in fondo non cambierebbe nulla.
©Lughe

18 maggio 2026

©acqua


Acqua come specchi
Riflette il rosa del ciliegio
Acqua come ghiaccio sciolto
Le immagini si dissolvono
Lasciando il ricordo e
L'emozione di quel riflesso
Acqua che sembra musica
E in quella musica 
Faccio pace con il mondo
©Lughe

Sigur Rós, Glósóli



17 maggio 2026

©passa


Come una foto capovolta questo tempo.
Tutto si riflette all'infinito e diventa inafferrabile, eppure se allungo una mano posso toccarlo ma, sfugge.
Sono giorni così, un pò malinconici, un pò grigi, è solo la lentezza che ogni maggio porta con sé e va smaltita, elaborata e poi archiviata.
Una foto capovolta che basta rimettere a posto perché tutto torni alla normalità anche se, più passa il tempo e più difficile diventa ma, passa.
Ci vuole solo un pò di tempo in più ma, passa.
Passa sempre!
©Lughe

15 maggio 2026

15 Maggio


Piove anche oggi come tre anni fa e nonostante gli impegni, le persone incontrate mi è sembrato di girare in tondo.
Ero contenta di essere impegnata oggi, per fare passare questo giorno in sordina ma le date del dolore  in sordina non passano mai.
Ho comprato un libro di una scrittrice coreana ed è stato come averti vicino a consigliarmi ed è stato come sentirti ripetere "devi venire e ti innamorerai della mia gente".
Quando penso alla malattia è quasi normale pensare a te perché quei giorni di tempesta li abbiamo vissuti insieme e, tutto è sembrato meno drammatico, meno doloroso.
Letti vicino, a volte, stesso letto una in cima e una in fondo a parlare fitto, fitto dell'ultimo libro letto, dei tuoi kdrama e la luce nei tuoi occhi quando raccontavi, facevi sembrare quella chemio una pastiglia meno amara.
Mi mancano i tuoi messaggi buffi dopo un esame, dopo un controllo e, mi manca, il tuo buon giorno in coreano.
Mi manchi tu.
La malattia è e resta una bruciatura sulla pelle ma mi aveva regalato te ed era come avere sempre un piccolo arcobaleno pieno di sfumature.
Sono passati tre  anni e accendo l'incenso e, mi manchi.
©Lughe

12 maggio 2026

©e se


Il vento ha spezzato tutte le nuvole lasciando completamente libere le montagne.
La giornata è così limpida che sembra di poterle toccare, le montagne, eppure sono lontanissime.
Una giornata di vento che trasporta i profumi delle piante e dei fiori smorzando i raggi del sole.
Lo sguardo si perde e il vento entra ed esce lasciando quella sensazione di pace che solo il suo profumo porta, sempre, con sé.
Ho passeggiato senza meta come ho fatto tante volte, lasciando che i pensieri si perdessero, si mischiassero, si liberassero per volare nel vento.
E se potessi fermare questo attimo come un dipinto da guardare e riguardare lo farei ma non si può fermare il tempo e oggi è quasi domani.
©Lughe

Nuvole, Ludovico Eiunaudi


11 maggio 2026

©Sguardo


Guardare, a volte, non significa vedere.
Spesso  ciò che si guarda è solo la superfice e non si va mai oltre e, per farlo, bisogna essere capaci di farsi domande. Di entrare in empatia con chi è di fronte a noi.
Raramente accade, per questo non condividere alcuni percorsi non significa omettere ma, esercitare il sacrosanto diritto di decidere quando, come è con chi condividere qualcosa che rappresenta ferite visibili e invisibili.
Non è vergogna, è scegliere di mettersi a nudo solo con chi ha guardato oltre l'apparenza, oltre i sorrisi rarefatti, oltre i "sto bene".
Non ci sono retro pensieri o elogibrazioni mentali, solo l'esercizio di un diritto inalienabile che rispetto e mi aspetto sia rispettato.
È semplice!
©Lughe

08 maggio 2026

©cassaforte


Dal 2017 vivo da maggio a maggio.
Il mio anno non comincia a gennaio ma a maggio è fino a maggio dell'anno dopo, se tutto è andato bene corro ma non a maggio.
In questo mese cammino piano, ascolto musica, più del solito e leggo così tanto che a volte i libri presi per questo mese non bastano.
Poi tutto si acquieta come d'incanto e il bisogno inconscio di fare tutto quello che amo di più perché forse non ci sarà più occasione si sgonfia.
Per quanto ci provi, per quanto abbia imparato a razionalizzare questa paura non completamente consapevole maggio è sempre così: caos, tempesta e apnea.
Ora ho ricominciato a respirare, ho ricominciato a camminare veloce a tratti corro e ho messo via tutti libri letti perché un altro anno è in cassaforte.
Un altro anno è un dono incommensurabile per come tutto è iniziato e li custodisco gelosamente perché potevano non esserci.
Sono un tesoro raro e a tratti mi guardo indietro e penso a tutto quello che ho potuto fare e poi guardo avanti e posso ricominciare a fare progetti ho un anno, regalato, che mi permette di fare tanto.
Da oggi si ricomincia è indifferente degli sguardi stupiti insceno passi di danza con giravolta finale.
Ora posso respirare.
©Lughe


06 maggio 2026

©strade


Maggio è un mese difficile lo è da nove anni.
È il mese degli esami, dei controlli, delle attese in luoghi che odorano di etere e disinfettante.
La paura è scomparsa molto tempo fa perché, in qualche modo, mi sono abituata.
Abituata agli aghi, agli sguardi di compassione, alle pacche sulla spalla con quel "coraggio" di circostanza che è più un fastidio e un vero conforto.
Impegno il tempo leggendo e, come è accaduto, saluto chi si ricorda e mi ha aiutato a rendere quell'anno infernale meno doloroso e complicato.
Maggio è un mese difficile ma ogni esame ritirato, ogni ago che buca la pelle è niente in confronto a quello che è stato, così ho imparato a prendere tutto come viene, col sorriso, leggendo e ascoltando musica nelle lunghe attese.
Il percorso che si ripete ogni anno è quasi concluso ma la "bestia" fa capolino e tutti i piccoli sintomi che allora non conoscevo oggi sono noti, anche troppo.
Eppure la "bestia" mi ha insegnato che ci sono cose in cui la nostra volontà non conta, il nostro impegno è ininfluente conta solo come camminerò su quella strada.
Così aspetto e chissà magari anche questa volta potrò correre.
©Lughe


BTS, da Arirang


02 maggio 2026

©risposta


Sinceramente non so se rispondere sia giusto o sbagliato e, se farlo qui abbia un senso diverso.
Credo di sì.
Sapere chi sono non è mai stato un problema perché ho smesso molto tempo fa di preoccuparmi di ciò che pensano le persone, i loro pregiudizi, le loro etichette.
Questo non è uno spazio condiviso perché non avrebbe senso farlo, per molte ragioni, una soprattutto: alle persone non interessa come stiamo e non interessa quanta fatica, a volte, si fa per superare i momenti difficili.
Ci vogliono sorridenti e la risposta deve essere sempre: sto bene anche quando non è vero.
Lì c'è l'impegno politico, sindacale, sociale qui ci sono solo io con tutti i dubbi, le perplessità che spesso la vita mi costringe ad affrontare.
Qui ci sono le mancanze e la mia malattia che oggi è spenta ma domani potrebbe ripresentarsi costringendomi a rifare un percorso doloroso.
E il problema non è se ma quando accadrà e questo mi fa guardare il mondo e le persone con occhi diversi e mi fa scegliere con chi stare e chi evitare.
Hai ragione in molti non sanno chi sono, ne cosa si cela dietro il sorriso o la battuta ma è una scelta perché scoprirsi con tutti ci lascia indifesi e vulnerabili ed è un errore che ho fatto e che ha lasciato ferite profonde.
E hai ragione, sono sempre introversa e distante incapace di raccontarsi ma dovresti saperlo l'età peggiora certi aspetti non li migliora.
Non sono cambiata molto, solo con tanti anni in più, rispetto agli anni di scuola,  forse solo meno arrabbiata e completamente disinteressata dell'opinione superficiale che hanno gli altri di me.
In questo modo di guardare alle cose c'è anche la musica e ascolta il brano sotto, senti il suono struggente della chitarra e poi dimmi che non hai voglia di scoprire chi è questo musicista.
Io l'ho fatto perché a volte è solo una etichetta ma dietro ci sono musicisti e compositori straordinari. 
Lui è uno di quelli!
È stato bello leggerti ed è bello sapere che alcuni ricordi sono anche tuoi.
A presto.
©Lughe



©libera


Libera come l'acqua
che scorre placidamente nel suo letto.
Libera da etichette e stereotipi
che fanno star bene solo chi osserva senza vedere.
Libera come il vento
che scompiglia le fronde degli alberi.
Libera in un mondo di persone prigioniere dell'altrui pensiero che diviniene giudizio.
Libera anche se quella libertà, a volte, ci rende soli.
Libera di essere me stessa
a dispetto di tutto e di tutti 
per non perdermi anche quando è 
la strada più difficile.
©Lughe


Jethro Tull, Locomotive Breath


01 maggio 2026

©ridere di noi

Ho riso molto con quel tuo messaggio "dialogo fa matti" perché un po' lo siamo sempre stati come quel giorno in Sormani leggendo ad alta voce la poesia di Cummings e il bibliotecario ci ha messo in punizione per un mese.
Matti da legale in questo dialogo ritardato, tanto da sembrare la televisione d'altri tempi quando cominciava con quella mezz'ora di ritardo per pareggiare l'orario.
E si, è un po' strano e, forse, anche un po' folle ma che fa, è pubblico ma lo leggiamo solo noi e qualche sparuto avventore capitato per sbaglio.
È un tempo al contrario tu dormi mentre io sono sveglia e quando sei sveglio io dormo ancora qualcosa mi dovevo inventare per stare vicino anche se sei dall'altra parte del mondo.
E finché resterai lì e la tua buona notte sarà il mio buongiorno mi sa che questo spazio sarà il nostro spazio.
Sai Milano era bellissima Venerdì, il sole pallido, la brezza, il cielo pulito e i palazzi antichi illuminati come sotto i riflettori.
Dovevo prendere la metro ma non riuscivo a staccarmi da quella sensazione di pieno che a volte questa città lascia e si mi sei mancato e mi è mancato camminare vicino, fermandoci ad ogni vetrina come se non le avessimo mai viste.
E mi è mancato il caffè del bar dell'angolo ma sono felice che tu stia realizzando il tuo sogno e questa mancanza è poca cosa rispetto alla tua felicità.
Bro, mi piace il nostro "dialogo tra matti" segno che siamo sempre noi.
©Lughe




29 aprile 2026

©Giallo


Dicono che il giallo è il colore della disperazione eppure, a me, il giallo evoca solo panorami e riflessi emozionanti.
Il sole quando tramonta  prima di diventare rosso, assume quel giallo intenso e luminoso. 
I girasoli alti e fieri che si muovono con il movimento del sole e al tramonto si chiudono come se qualcuno spegnesse la luce nella stanza.
Giallo è il colore dell'emozione e più è luminoso più evoca emozioni.
È così che mi sento, questo giallo che striscia il blu dandogli luminosità, contro tutte le convenzioni e i pregiudizi.
Ma lo sai le convenzioni e i pregiudizi non sono mai riusciti a toccarmi veramente.
Un bel giallo è tutto si illumina insieme alla musica, quella che mi piace anche se non piace a nessuno, anche se nessuno capisce.
Del resto che importa se il mondo non capisce quello che ci fa stare bene?
O no?
© Lughe 





28 aprile 2026

©rarefatta


Rarefatta è l'illusione degli eventi che non cambiano mai ma, noi cambiamo con le emozioni che proviamo.
Rarefatti come pennellate leggere, i ricordi che scorrono come pellicole consunte e macchiate.
Eppure quella sensazione di colore appena accennato resta intonso nel tempo e per quanto si provi a cambiare colore l'insieme resta rarefatto e sfumato nei bianchi e nei grigi.
Tutto cambia senza che cambi nulla.
Strizzo il tubetto e con la spatola accentuo i contorni per racchiudere in quel colore denso le sensazioni che si affollano e si intersecano mischiandosi con questo oggi così diverso eppure sempre uguale.
©Lughe

21 aprile 2026

@silenzi


Il silenzio non è sempre negativo, talvolta è così pieno e rumoroso che in parole non può essere trasformato.
È come guardare una nave allontanarsi mentre le ombre si specchiano nell'acqua limpida, senza tristezza né rimpianto.
Il silenzio non è un addio né un distacco doloroso è semplice silenzio.
È la pace di emozioni condivide e la consapevolezza che seppur ci sono cambiamenti ciò che è importante non cambia né potrà cambiare, qualunque cosa accada.
A volte per lasciare andare il silenzio è necessario non per un addio ma per un arrivederci perché volersi bene è anche questo.
Non credi?
©Lughe



31 marzo 2026

©sorriso


Il tempo passa ma il cuore è ancora fermo, incapace di accettare, di guardare ai ricordi meravigliosi.
È trascorso un anno e il mio cuore non lo sa.
La playlist fatta dei brani dei Coldplay e dei BTS risuana a tutto volume ma i pensieri sono ghiacciati, ingarbugliati in questa mancanza che sembra un buco nero senza fine.
Il tuo sorriso, le battute in napoletano mi mancano, i tuoi messaggi per il caffè estemporaneo o il giro al mercato.
Mi manca fare quei dieci passi fino al tuo cancello e sentire la tua voce "ei patrì".
È passato un anno ma il mio cuore non lo sa, non lo sa proprio.
©Lughe


28 marzo 2026

@precipizio


Sul bordo del precipizio la paura non è cadere ma il vuoto, il buio profondo 
Sono lontana da quel bordo ma, talvolta, quella sensazione di vuoto e di buio è così presente da essere tangibile anche se non lo è.
Le sensazioni, che lascia la paura, restano sulla pelle e, spesso, sono così vive da fare paura ancora.
Su quel ciglio ho conosciuto le paure più spaventose e ho dovuto fare i conti con i mostri che quelle paure generavano, mostri così terrificanti da rabbuiare anche il giorno.
È stato facile?
No!
Ma quel ciglio mi ha insegnato che potevo ricominciare a camminare a testa alta anche sul ciglio di un burrone e che ero più forte della paura stessa.
Non mi sono più avvicina al ciglio, non per caso, talvolta, però, mi ritorna in mente e, oggi, sorrido e ballo sotto la pioggia perché quei ricordi e quelle sensazioni mi tengono lontana dal fascino del vuoto.
Ballo indifferente agli sguardi perplessi delle persone che mi camminano accanto.
Ballo e sono libera.
©Lughe


24 marzo 2026

©Blog

 


Penso troppo e, forse, dovrei lasciare andare senza tante parole e pensieri ma se non metto blu su bianco quei pensieri diventano un tarlo che non va più via.
Scava soprattutto quando non capisco e, per quanto ci provi, non capisco.
È passato così tanto tempo che ho dovuto metterci impegno per ricordare. Sono passati, quanti?, quindici, venti anni?
In questo tempo gli eventi si sono sommati lasciando spesso senza fiato e anche senza pensieri.
C'è un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha il suo tempo e, quel tempo, è così lontano da essere ormai sfuocato, archiviato.
Sono sincera, la tua ricostruzione non corrisponde ai ricordi e mi sono chiesta perché? Ma è passato tanto tempo ed io non sono più quella ventenne introversa e lontana da tutto e tutti e, ho una età che mi permette di lasciare indietro chi non tiene il mio passo o che compare solo nel momento del bisogno, dopo aver lasciato macerie alle sue spalle.
Quelle macerie sono ancora lì, perché preoccuparsene oggi?
quel tempo non è recuperabile.
Da giorni queste domande mi ingarbugliano i pensieri ma, in fondo, non mi importa.
Una contraddizione che si appalesa quando si è provato affetto per qualcuno che ha perso completamente la nostra fiducia.
Sono lieta che le mie parole ti diano sollievo e che la musica ti piaccia ma quando qualcosa si rompe anche se lo aggiusti sempre rotta rimane.
Questo spazio è l'unica condivisione possibile. Leggi, non farlo, ascolta, non farlo è nell'etere a disposizione di tutte e tutti.
Non vi è altra possibilità.
Non per me!
©Lughe

22 marzo 2026

© è giusto!


Quante forme di amore abbiamo conosciuto nel corso della vita?
Alcuni sono stati fuochi fatui,  altri pieni di  "per sempre" e di quella unicità di parole, spesso, distoniche rispetto alla realtà.
E c'è un amore che non finisce, non tradisce mai, quello pulito e puro che crea famiglia, vicinanza, sostegno anche quando si è sole a camminare sul piano inclinato della vita.
Si smette di amare un compagno di vita, non si smette di amare, qualunque cosa accada, un amico o una amica che ha camminato con te anche quando nessuno lo faceva.
Non si smette di amare qualcuno solo per le scelte fatte che non capiamo fino in fondo, perché ci sono legami che non si interrompono, mai, neanche quando sai che ti sta mentendo, più per consolare che per il gusto di farlo.
Ma la vita a volte ci mette di fronte a scelte così difficili da non sapere come dire o come spiegare la necessità del distacco, perché il distacco è dolore.
Dolore per entrambi perché, in qualche modo, è una frattura e la ferita del distacco fa male ma guarisce anche se cambia qualcosa.
Qualcosa che, forse, non è così determinante se l'affetto è lo stesso.
È una responsabilità immensa sapere che quella scelta la si vive a metà per una promessa di consolazione perché sai che qualcuno aspetta a causa di quella promessa così, semplicemente basta non aspettare più.
È semplice e non lascia nulla in sospeso, non lascia un passo incompiuto.
La vita è fin troppo breve, a volte, per vivere di rimpianti.
L'amore non cambia.
La famiglia non cambia.
Cambia solo la possibilità di essere dove si vuole con serenità vivendo ogni istante completamente perché è giusto così.
È giusto per te e deve esserlo anche per chi ti ama o non è amore, o non è famiglia.
E noi famiglia lo siamo da sempre!
©Lughe

20 marzo 2026

©trova tu il titolo



Canto nella solitudine dell'abitacolo indifferente degli sguardi degli altri automobilisti.
Canto la mia preferita per dimenticare la lontananza, il caffè del mattino, i fiori della sera.
Canto per lasciare andare, per voltare una pagina che non ero capace di girare, per accettare che tutto cambia.
Tutto cambia la differenza è tra chi lo sa e chi lo nega ma tutto era cambiato quando quel aereo ha decollato.
Siamo bravi a raccontarci bugie, a dire va tutto bene anche quando bene non va e bravi a consolare anche se la consolazione è una bugia.
Lo sapevo e lo sapevi anche tu, le cose cambiano anche se l'affetto resta identico e profondo come il primo giorno.
La lontananza scava voragini che non si possono riempire per quante promesse ci facciamo e facciamo.
Quando e se questa lontananza si annullerà al solito posto mi troverai, senza la promessa che sarà tutto come prima perché così non sarà, lo sappiamo.
Saluta i ciliegi per me, siediti nel parco della musica, passeggiata nella via più bella e vai in quel piccolo angolo a mangiare il miglior stufato di maiale e goditi ogni istante di questo tempo con serenità qui nessuno ti aspetta più.
©Lughe

London Calling

04 marzo 2026

©La mia terapia

 


Una macchia nello sfondo nero è così che mi sento tal volta e, nonostante, quel colore spicchi sono invisibile.
L'invisibilità di chi non arretra mai, di chi non tace anche quando sarebbe conveniente e che si rialza anche quando provano a tenerla giù.
Mio padre diceva che ero testarda, soprattutto, quando sapevo di essere dalla parte giusta ma, talvolta, è così faticoso da lasciare senza fiato.
Da lasciare così sfinita che i pensieri si ghiacciano e il corpo, ogni singola parte del corpo, fa male.
Il punto è sempre lo stesso: mollare significa rinnegare nei valori in cui credo e, per quanto sia un momento senza fiato, non posso né voglio farlo.
Così scrivo, la mia terapia dei giorni bui, per provare a sciogliere la fatica, liberare i pensieri e ricominciare.
Posso cadere, posso ammaccarmi ma non permetterò mai a nessuno di tenermi giù o di mettermi il silenzio.
©Lughe


J.K


02 marzo 2026

©Buon non compleanno


Ludovico Einaudi nelle orecchie e in questi attimi di inattività i pensieri corrono lontano e si mischiano, si rincorrono.
Li scaccio ma mi riportano sempre a te.
Gli anni sono scivolati, il dolore non è più così avvolgente e distruttivo ma la mancanza, quella, è un buco nero e profondo nel cuore.
Ci sono giorni che sfoglio i ricordi per illudermi di averti ancora accanto, qui presente e sorridente nella tua dolce follia coinvolgente.
E ogni anno continuo a festeggiare questo non compleanno nella speranza che la ferita della tua mancanza sia meno profonda.
Il dolore si è affievolito ma la mancanza è un sacco pesante difficile da portarsi dietro.
Brindo a te in questo nostro non compleanno sperando tu sia in un posto migliore a suonare il tuo sax, ballando sulle nuvole e sul mondo.
La vita è andata avanti e nelle difficoltá e nelle gioie tu eri quella che mancava e per quanto ci provi, mancherai per sempre.
Alla tua!
©Lughe

Ludovico Einaudi

26 febbraio 2026

©annegare


Le mani affondano nei pizzi e nei nastri di raso e senza volontà alcuna, una lacrima silenziosa scivola leggera.
Una lacrima solitaria che non diventa mai fiume un piena e così il cuore annega in quelle lacrime.
Avvolgo, scelgo, accarezzo ed è come se il tempo, per un attimo, si fosse fermato come il fermo immagine di un film visto e rivisto.
Ho continuato a camminare in questo piano inclinato che è la vita ma il cuore si è spezzato.
Spezzato in una notte di pioggia
©Lughe




©musica


È musica il fruscio della seta e quel suono leggero quasi impalpabile come la stoffa che lo produce è emozione travolgente.
Quel suono porta con sé ricordi indissolubili di un tempo lontano pieno di gioia e di vicinanza.
Ci sono cose che non faccio più e abiti che non indosso più perché fanno parte di quel tempo e quel tempo non c'è più.
Mi hai detto che il cuore non dimentica anche se la mente lo ha fatto ed io che non ho mai creduto alla memoria del cuore accarezzando quella stoffa delicata è stato come tornare indietro nel tempo.
Le emozioni, le paure, l'entusiasmo di allora mi hanno avvolto ed è stato come se il tempo non fosse passato ma è passato e tu mi manchi ogni giorno.
©Lughe

Paolo Fresu


lacasadiLughe

Ciao, sei tra le parole di Lughe, se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piace.


Grazie

per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

©copyright

Ciao, quello che hai letto sono le parole di Lughe, se condividi, se prelevi, lascia un messaggio, per favore. Verrò a leggerti con piacere. Grazie!

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