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29 maggio 2026

©maggio e


Quel 29 Maggio 2017 ha cambiato la mia vita.
In peggio ma anche in meglio.
In peggio perché ogni volta che respiro e il dolore mi picchia in testa mi ricorda quei lunghi mesi di recupero anche se il dolore, alla fine non passato.
In meglio perché quella seconda diagnosi mi ha permesso di capire chi davvero mi voleva stare vicino e chi, invece, lo faceva per dovere o per pietà.
Per quanto il tempo passi questa data è e resta la linea di demarcazione del cambiamento, non sempre in meglio, sinceramente.
Sono sempre io ma lo sguardo è diverso, i modi sono diversi perché ho imparato a volgere lo sguardo e le energia verso le cose veramente importanti.
Non passa inosservata questa data, anche quando mi impegno, perché ha lasciato una cicatrice sul corpo e nell'anima e quella sul corpo fa ancora male ma, corro, fino al prossimo 29 Maggio.
©Lughe


Linking Park, Burn It Down



25 maggio 2026

©occhi


Chissà cosa avrà pensato il signore seduto oltre la mia scrivania quando si è accorto che lo fissavo e non avevo sentito una sola parola.
I suoi occhi con quel colore così particolare mi hanno ricordato i tuoi.
La stessa trasparenza e profondità, la stessa forma allungata nel viso ambrato che li faceva risaltare anche di più e sono rimasta incantata e quel buco nel mio cuore ha ricominciato a sanguinare.
Quando ho realizzato che mi ero irrigidita fissandolo, mi sono scusata ma deve aver capito che in realtà non era lui che guardavo ma un ricordo.
Avrà pensato che ero matta ma quegli occhi hanno riaperto una ferita che, forse, non si è mai rimarginata del tutto.
Mi manchi come l'aria e nonostante il tempo, quel ultimo abbraccio e il tuo respiro che si spegneva è una bruciatura nel mio cuore che fa male sempre.
Oggi più di altri giorni.
@Lughe




19 maggio 2026

©marea

 
Il tumulto delle parole che non ci siamo mai detti sono come le onde della marea, si infrangono e si ritirano nel ripetersi dei giorni.
Ti guardo e non hai ascoltato neanche una parola e, non fa più male.
La tristezza addensa l'aria ma non ti accorgi di quanta distanza genera.
Estranei, questo siamo e mi chiedo come è stato possibile perdersi così mentre il tempo scorre e noi ci allontaniamo ogni giorno di più.
Ti guardo e vorrei scuoterti da questo torpore che lascia al caso qualcosa di così prezioso e so che, ancora una volta, dovrò decidere io e, non lo farò.
Sono stanca così stanca di decidere per te che non ho più voglia di farlo e non ha neanche più senso.
Ti guardo scuoto la testa e piano mi allontano, perché è diventato un peso che non voglio più portare.
A volte, solo a volte, mi guardo indietro e mi sembra di aver sprecato il mio tempo, il mio amore per te.
Ti guardo e mi rendo conto che il mio cuore è spezzato per aver amato così tanto un uomo che pensa di conoscermi e non mi conosce affatto.
Ti guardo e si, dovrei proprio andarmene, in fondo non cambierebbe nulla.
©Lughe

18 maggio 2026

©acqua


Acqua come specchi
Riflette il rosa del ciliegio
Acqua come ghiaccio sciolto
Le immagini si dissolvono
Lasciando il ricordo e
L'emozione di quel riflesso
Acqua che sembra musica
E in quella musica 
Faccio pace con il mondo
©Lughe

Sigur Rós, Glósóli



17 maggio 2026

©passa


Come una foto capovolta questo tempo.
Tutto si riflette all'infinito e diventa inafferrabile, eppure se allungo una mano posso toccarlo ma, sfugge.
Sono giorni così, un pò malinconici, un pò grigi, è solo la lentezza che ogni maggio porta con sé e va smaltita, elaborata e poi archiviata.
Una foto capovolta che basta rimettere a posto perché tutto torni alla normalità anche se, più passa il tempo e più difficile diventa ma, passa.
Ci vuole solo un pò di tempo in più ma, passa.
Passa sempre!
©Lughe

15 maggio 2026

15 Maggio


Piove anche oggi come tre anni fa e nonostante gli impegni, le persone incontrate mi è sembrato di girare in tondo.
Ero contenta di essere impegnata oggi, per fare passare questo giorno in sordina ma le date del dolore  in sordina non passano mai.
Ho comprato un libro di una scrittrice coreana ed è stato come averti vicino a consigliarmi ed è stato come sentirti ripetere "devi venire e ti innamorerai della mia gente".
Quando penso alla malattia è quasi normale pensare a te perché quei giorni di tempesta li abbiamo vissuti insieme e, tutto è sembrato meno drammatico, meno doloroso.
Letti vicino, a volte, stesso letto una in cima e una in fondo a parlare fitto, fitto dell'ultimo libro letto, dei tuoi kdrama e la luce nei tuoi occhi quando raccontavi, facevi sembrare quella chemio una pastiglia meno amara.
Mi mancano i tuoi messaggi buffi dopo un esame, dopo un controllo e, mi manca, il tuo buon giorno in coreano.
Mi manchi tu.
La malattia è e resta una bruciatura sulla pelle ma mi aveva regalato te ed era come avere sempre un piccolo arcobaleno pieno di sfumature.
Sono passati tre  anni e accendo l'incenso e, mi manchi.
©Lughe

12 maggio 2026

©e se


Il vento ha spezzato tutte le nuvole lasciando completamente libere le montagne.
La giornata è così limpida che sembra di poterle toccare, le montagne, eppure sono lontanissime.
Una giornata di vento che trasporta i profumi delle piante e dei fiori smorzando i raggi del sole.
Lo sguardo si perde e il vento entra ed esce lasciando quella sensazione di pace che solo il suo profumo porta, sempre, con sé.
Ho passeggiato senza meta come ho fatto tante volte, lasciando che i pensieri si perdessero, si mischiassero, si liberassero per volare nel vento.
E se potessi fermare questo attimo come un dipinto da guardare e riguardare lo farei ma non si può fermare il tempo e oggi è quasi domani.
©Lughe

Nuvole, Ludovico Eiunaudi


11 maggio 2026

©Sguardo


Guardare, a volte, non significa vedere.
Spesso  ciò che si guarda è solo la superfice e non si va mai oltre e, per farlo, bisogna essere capaci di farsi domande. Di entrare in empatia con chi è di fronte a noi.
Raramente accade, per questo non condividere alcuni percorsi non significa omettere ma, esercitare il sacrosanto diritto di decidere quando, come è con chi condividere qualcosa che rappresenta ferite visibili e invisibili.
Non è vergogna, è scegliere di mettersi a nudo solo con chi ha guardato oltre l'apparenza, oltre i sorrisi rarefatti, oltre i "sto bene".
Non ci sono retro pensieri o elogibrazioni mentali, solo l'esercizio di un diritto inalienabile che rispetto e mi aspetto sia rispettato.
È semplice!
©Lughe

08 maggio 2026

©cassaforte


Dal 2017 vivo da maggio a maggio.
Il mio anno non comincia a gennaio ma a maggio è fino a maggio dell'anno dopo, se tutto è andato bene corro ma non a maggio.
In questo mese cammino piano, ascolto musica, più del solito e leggo così tanto che a volte i libri presi per questo mese non bastano.
Poi tutto si acquieta come d'incanto e il bisogno inconscio di fare tutto quello che amo di più perché forse non ci sarà più occasione si sgonfia.
Per quanto ci provi, per quanto abbia imparato a razionalizzare questa paura non completamente consapevole maggio è sempre così: caos, tempesta e apnea.
Ora ho ricominciato a respirare, ho ricominciato a camminare veloce a tratti corro e ho messo via tutti libri letti perché un altro anno è in cassaforte.
Un altro anno è un dono incommensurabile per come tutto è iniziato e li custodisco gelosamente perché potevano non esserci.
Sono un tesoro raro e a tratti mi guardo indietro e penso a tutto quello che ho potuto fare e poi guardo avanti e posso ricominciare a fare progetti ho un anno, regalato, che mi permette di fare tanto.
Da oggi si ricomincia è indifferente degli sguardi stupiti insceno passi di danza con giravolta finale.
Ora posso respirare.
©Lughe


06 maggio 2026

©strade


Maggio è un mese difficile lo è da nove anni.
È il mese degli esami, dei controlli, delle attese in luoghi che odorano di etere e disinfettante.
La paura è scomparsa molto tempo fa perché, in qualche modo, mi sono abituata.
Abituata agli aghi, agli sguardi di compassione, alle pacche sulla spalla con quel "coraggio" di circostanza che è più un fastidio e un vero conforto.
Impegno il tempo leggendo e, come è accaduto, saluto chi si ricorda e mi ha aiutato a rendere quell'anno infernale meno doloroso e complicato.
Maggio è un mese difficile ma ogni esame ritirato, ogni ago che buca la pelle è niente in confronto a quello che è stato, così ho imparato a prendere tutto come viene, col sorriso, leggendo e ascoltando musica nelle lunghe attese.
Il percorso che si ripete ogni anno è quasi concluso ma la "bestia" fa capolino e tutti i piccoli sintomi che allora non conoscevo oggi sono noti, anche troppo.
Eppure la "bestia" mi ha insegnato che ci sono cose in cui la nostra volontà non conta, il nostro impegno è ininfluente conta solo come camminerò su quella strada.
Così aspetto e chissà magari anche questa volta potrò correre.
©Lughe


BTS, da Arirang


02 maggio 2026

©risposta


Sinceramente non so se rispondere sia giusto o sbagliato e, se farlo qui abbia un senso diverso.
Credo di sì.
Sapere chi sono non è mai stato un problema perché ho smesso molto tempo fa di preoccuparmi di ciò che pensano le persone, i loro pregiudizi, le loro etichette.
Questo non è uno spazio condiviso perché non avrebbe senso farlo, per molte ragioni, una soprattutto: alle persone non interessa come stiamo e non interessa quanta fatica, a volte, si fa per superare i momenti difficili.
Ci vogliono sorridenti e la risposta deve essere sempre: sto bene anche quando non è vero.
Lì c'è l'impegno politico, sindacale, sociale qui ci sono solo io con tutti i dubbi, le perplessità che spesso la vita mi costringe ad affrontare.
Qui ci sono le mancanze e la mia malattia che oggi è spenta ma domani potrebbe ripresentarsi costringendomi a rifare un percorso doloroso.
E il problema non è se ma quando accadrà e questo mi fa guardare il mondo e le persone con occhi diversi e mi fa scegliere con chi stare e chi evitare.
Hai ragione in molti non sanno chi sono, ne cosa si cela dietro il sorriso o la battuta ma è una scelta perché scoprirsi con tutti ci lascia indifesi e vulnerabili ed è un errore che ho fatto e che ha lasciato ferite profonde.
E hai ragione, sono sempre introversa e distante incapace di raccontarsi ma dovresti saperlo l'età peggiora certi aspetti non li migliora.
Non sono cambiata molto, solo con tanti anni in più, rispetto agli anni di scuola,  forse solo meno arrabbiata e completamente disinteressata dell'opinione superficiale che hanno gli altri di me.
In questo modo di guardare alle cose c'è anche la musica e ascolta il brano sotto, senti il suono struggente della chitarra e poi dimmi che non hai voglia di scoprire chi è questo musicista.
Io l'ho fatto perché a volte è solo una etichetta ma dietro ci sono musicisti e compositori straordinari. 
Lui è uno di quelli!
È stato bello leggerti ed è bello sapere che alcuni ricordi sono anche tuoi.
A presto.
©Lughe



©libera


Libera come l'acqua
che scorre placidamente nel suo letto.
Libera da etichette e stereotipi
che fanno star bene solo chi osserva senza vedere.
Libera come il vento
che scompiglia le fronde degli alberi.
Libera in un mondo di persone prigioniere dell'altrui pensiero che diviniene giudizio.
Libera anche se quella libertà, a volte, ci rende soli.
Libera di essere me stessa
a dispetto di tutto e di tutti 
per non perdermi anche quando è 
la strada più difficile.
©Lughe


Jethro Tull, Locomotive Breath


01 maggio 2026

©ridere di noi

Ho riso molto con quel tuo messaggio "dialogo fa matti" perché un po' lo siamo sempre stati come quel giorno in Sormani leggendo ad alta voce la poesia di Cummings e il bibliotecario ci ha messo in punizione per un mese.
Matti da legale in questo dialogo ritardato, tanto da sembrare la televisione d'altri tempi quando cominciava con quella mezz'ora di ritardo per pareggiare l'orario.
E si, è un po' strano e, forse, anche un po' folle ma che fa, è pubblico ma lo leggiamo solo noi e qualche sparuto avventore capitato per sbaglio.
È un tempo al contrario tu dormi mentre io sono sveglia e quando sei sveglio io dormo ancora qualcosa mi dovevo inventare per stare vicino anche se sei dall'altra parte del mondo.
E finché resterai lì e la tua buona notte sarà il mio buongiorno mi sa che questo spazio sarà il nostro spazio.
Sai Milano era bellissima Venerdì, il sole pallido, la brezza, il cielo pulito e i palazzi antichi illuminati come sotto i riflettori.
Dovevo prendere la metro ma non riuscivo a staccarmi da quella sensazione di pieno che a volte questa città lascia e si mi sei mancato e mi è mancato camminare vicino, fermandoci ad ogni vetrina come se non le avessimo mai viste.
E mi è mancato il caffè del bar dell'angolo ma sono felice che tu stia realizzando il tuo sogno e questa mancanza è poca cosa rispetto alla tua felicità.
Bro, mi piace il nostro "dialogo tra matti" segno che siamo sempre noi.
©Lughe





lacasadiLughe

Ciao, sei tra le parole di Lughe, se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piace.


Grazie

per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

©copyright

Ciao, quello che hai letto sono le parole di Lughe, se condividi, se prelevi, lascia un messaggio, per favore. Verrò a leggerti con piacere. Grazie!

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