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31 luglio 2026

©come va?


Come va? Mi chiedono e, non so rispondere.
Il caos mi ha travolto al punto da lasciarmi senza pensieri, senza energie risucchiata dalla tempesta che la malattia ha portato con sé.
La luna è bellissima e luminosa e vorrei saper descrivere le emozioni che racchiude questo chiarore ma non ho parole che riescano a raccontare questa luce nel buio per l'ennesima notte praticamente insonne.
Le parole sono rimaste incastrate in quei corridoi asettici che sanno di disinfettante, frantumate, polverizzate in una routine di silenzi e confusione, di irrazionalità e incapacità di badare a se.
Una responsabilità enorme dover pensare al bisogno altri dovendo interpretare ogni sguardo, ogni gesto, ogni movimento del corpo in questa danza nella mente che non funziona più.
Le occhiaie profonde che neanche il trucco nasconde più e un peso nel cuore che mi stritola e mi lascia senza fiato.
Come va? Mi chiedono e non so rispondere persa in questo caos che finisce mai.
©Lughe


Luciano Ligabue, Cosa vuoi che sia 


28 luglio 2026

©momenti


Sono i momenti difficili che ci fanno capire chi sono le persone che ti stanno accanto.
Quei piccoli gesti all'apparenza insignificanti che, invece, sono arcobaleni per chi attraversa quei momenti.
Una parola gentile, un sorriso, un messaggio di prima mattina, un ti voglio bene così lasciato scivolare con noncuranza, sono il sole dei momenti bui.
Sono giorni difficili e la razionalità, il racconto che ci facciamo per continuare a camminare sono cerotti su ferite da punti.
Una scritta su un muro: "non è la morte il vero dramma della vita ma quello che ti muore dentro mentre l'affronti"
Ed è proprio così nei giorni difficili.
©Lughe

Jung Kook, Call me


21 luglio 2026

©Burrasca


Ricordi il mare in burrasca? 
La spuma bianca in cima all'onda e il rumore sordo eppure armonioso quando si infrangeva.
Quella sensazione di pieno travolgente che solo il mare in burrasca riesce a regalare e, so che è strano amare la burrasca ma quelle emozioni che regala, i colori e il vento non hanno paragone con niente.
Ripenso spesso a quel giorno, in questo tempo di caos, per non dimenticarmi chi sono, per non farmi travolgere dall'oblio non mio.
Per ricordare il passato a chi non lo ricorda più.
Mi manca il vento e mi manca il mio tempo nel vento.
©Lughe


20 luglio 2026

©difficile


Difficile è la parola più pronunciata di queste settimane.
Difficile rimbomba come un tuono in pieno giorno.
Difficile accettare, difficile capire, difficile metabolizzare, difficile, difficile e ancora difficile.
E ogni volta che rimbalza dal cuore alla mente tutto assume quel colore grigiastro della malattia e mi sembra di essere dispersa in mezzo al mare.
Cosa resta dei ricordi, degli affetti nell'oblio della mente?
Cosa resta della vicinanza, dei progetti, di noi?
Una vita da reinventare nell'oblio della mente.
Come si accetta tutto questo?
Ed ecco che difficile rimbomba offuscando tutti i pensieri.
Difficile, tanto troppo difficile..
©Lughe

14 luglio 2026

©urla nel ailenzio


Sono razionale e consapevole e so che devo mantenere alta la lucidità ma sono stanca, molto stanca.
Sono anni che non c'è pace e questo caos improvviso mi sta logorando.
Vivere alla giornata, anzi all'ora è sempre più difficile perché non permette di vedere la fine del tunnel.
Dicevamo nel  '16 e nel  '17 che era un percorso che sarebbe passato, così è stato ma poi è arrivato il '18 e il '19 e quando sembrava fosse arrivata un pò di pace nel '20 durante la pandemia altro caos che si aggiunto al caos del '21.
I due anni successivi sono stati caos all'ennesima potenza e ora che si poteva respirare un pò altro caos ancora più sconvolgente e doloroso.
Sono stanca, molto stanca e l'impotenza toglie i pensieri e il respiro.
Stanca.
©Lughe



11 luglio 2026

©forse

Nel silenzio della notte anche i respiri sembrano tamburi e quel suono, seppur lieve, rimbomba accartocciando i pochi pensieri rimasti.
Le ombre si allungano e il sapore di etere e disinfettante penetra in ogni singolo poro.
È un tempo riflesso scandito da temperature, aghi, liquidi e disorientamento, confusione, paura.
Il caos non si annuncia, arriva distruttivo a minare le poche certezze e, ancor peggio, la serenità e annulla, in parte, il futuro.
Tutto ha dimensioni diverse, modi diversi e il peso enorme, talvolta, è insopportabile.
In questo tempo riflesso anche pensare diventa faticoso.
Mi manca il fiato in questo tutto che è troppo anche per me, così respiro piano, un passo alla volta per non farmi trascinare via da questo tempo riflesso.
Non c'è scelta, non c'è potere decisionale resta solo respirare e resistere in attesa che il caos si fermi.
©Lughe

Nel frattempo Rock a tutto volume


07 luglio 2026

©vicino lontano

Bro,  le ombre fanno paura solo quando assumono forme indistinte e sbiatide nella notte ma quando nasce il giorno rivelano i dettagli, le sfumature e non appaiono più così spaventose.
Lo sappiamo e sappiamo come tenere a bada le paure che scaturiscono dalla percezione confusa del nostro sguardo.
Non è quel tempo ma si, è difficile guardare questo caos improvviso senza poter fare niente, assolutamente niente.
E, hai ragione, questo tempo al contrario non aiuta te né me ma non scalfisce la vicinanza e non scardina questo affetto lungo cinquanta anni, ci vuole ben altro per incrinare la famiglia e noi, famiglia, lo siamo da tutta una vita.
Certo, non possiamo passeggiare insieme, berci il caffè del "conforto" ma i messaggi del buongiorno, le lunghe mail, gli scritti senza filtri qui che, spesso, sono comprensibili solo a te e a chi cammina da sempre accanto, sono il tempo prezioso che aiuta in questo caos doloroso.
La famiglia è capace di adattarsi alle intemperie più distruttive e noi lo abbiamo fatto e lo facciamo sempre, anche oggi che viviamo un tempo al contrario.
Volersi bene è anche questo, non credi?
Perciò anche se lontano la tua spalla è appoggiata alla mia e questo vale più di tutto.
Bro, ti voglio bene e questo non cambierà, a prescindere da dove siamo e quale tempo viviamo.
Non cambierà mai!
©L

05 luglio 2026

©confusion

In equilibrio perfetto in questo momento di caos e dolore.
Guardare negli occhi la persona che ti sta accanto da tutta una vita e leggerci confusione, dolore, paura è come stringere il cuore in una morsa finché non sanguina.
L'inutilità di questo momento è devastante e vorrei aver studiato medicina per avere un elemento in più, per illudermi di poter aiutare la metà che mi sta accanto da sempre e i pensieri si moltiplicano, si ingarbugliano, si stropicciano e resta solo la stanchezza e la sua mano sul mio braccio per una ennesima notte insonne.
Cosa resta di un amore quanto la malattia offusca la mente?
©Lughe

02 luglio 2026

©agognato desio


Nei momenti di difficoltà è necessario il silenzio per arginare il caos dei pensieri altrui che inevitabilmente diventano suoni fastidiosi.
Le supposizioni si sprecano e creano ancora più caos e più il caos aumenta e più agogno il silenzio perché c'è bisogno di calma per decidere, eppure le persone hanno bisogno del caos nel caos.
Sono arrabbiata!
Molto arrabbiata in questo momento di grande difficoltà della persona che amo e il caos mi confonde, mi agita, non permette di guardare alle cose con serenità e di valutare ogni cambiamento, ogni piccolo segno di ripresa o di pericolo.
Il caos è poltiglia lattiginosa che divora tutto quando invece ci sarebbe bisogno di calma, di parole ben calibrate, di silenzio.
Ah il silenzio, agognato desio!
Avevo solo bisogno di una spalla su cui appoggiarmi non di analisi comparate di medicina avanzata di "medici de no altri" invece un fiume di parole inutili, di vaneggiamenti che hanno rasentato la totale mancanza di rispetto come se all'improvviso fossi incapace di decidere, di capire, di ragionare.
Caspita come sono arrabbiata, agitata, sopraffatta da tutte quelle parole inutili in un momento in cui è necessario, invece, stare calmi e lucidi.
Hai ragione scrivere mi ha sempre aiutata e sapere che leggerai mi conforta ma ora avrei bisogno di rompere, spaccare, torcere per scaricare questa tensione e questa rabbia e avrei così bisogno di appoggiarmi in silenzio e piangere.
Piangere fino ad addormentarmi per sciogliere questo peso enorme che ho nel cuore.
Cosa resta nell'oblio della mente di questo amore?
Lughe



 

©e poi?


E poi cosa resta degli infiniti giorni, come una stanza vuota la mente persa in un mondo nascosto.
E poi cosa resta degli attimi, dei ricordi.
Cosa resta di un amore negli abbracci, nei sorrisi in una mente nell'oblio.
Casa resta nelle lacrime di oggi.
©Lughe


30 giugno 2026

©senza meta

Il cielo terso, nuvole che si spostano velocemente al ritmo del vento e poi eccolo, il primo tuono.
Il vento si fa più intenso e il cielo si illumina ecco  i fulmini e il cielo cambia colore e si tinge di bianco e poi di rosso.
Il tripudio del temporale con le gocce che si fanno timide e poi prendono coraggio e si rovesciano creando una musica meravigliosa.
Amo i temporali e i suoi colori e il suono dell'acqua sul selciato, sulle fronde degli alberi.
È un suono rassicurante e calma e conforta e libera.
È difficile questo momento, terribilmente difficile e questo temporale, per un attimo, mi ha scaldato.
Mi ha ridato un po' di energie e con quei colori negli occhi mi sono appoggiata al muro e ho svuotato la mente e calmato il cuore.
©Lughe

27 giugno 2026

©Poesia

Un fiore delicatamente appoggiato può diventare un fiume di parole.
Romantiche, introspettive e, financo, crudeli perché le parole se usate con cura raccontano una storia.
Non è mai solo un fiore e neanche solo un libro o un diario. 
E, le parole non sono solo parole perché nascono dal vissuto, dai ricordi o da racconti altrui.
Non ingannarti, oltre a ciò che vedi c'è dolore, felicità, disappunto e altri mille e mille sentimenti e sensazioni che, talvolta, hanno bisogno di divenire segni.
Leggibili oppure no è poco importante, ciò che importa è che non restino a macerare per diventare poltiglia.
Un fiore e un diario ma oltre c'è una vita.
©Lughe

BTS, da Arirang

26 giugno 2026

©La cura

Prenderai cura di qualcuno è una responsabilità enorme.
Avere cura di una persona è come fare vivere un fione nella nuda roccia.
Ha bisogno di amore, l'acqua del fiore, non troppo altrimenti diventa soffocante, non troppo poco altrimenti diventa indifferenza.
È difficile, complicato e, spesso, si sbaglia allora che fare?
Ascoltare anche le cose non dette. Osservare con attenzione i cambiamenti, i sorpiri, gli sguardi fuggevoli ed esserci.
Una presenza attenta ma discreta perché, a volte, per aver cura di qualcuno non servono tante parole, tanti ragionamenti.
Un abbraccio senza motivo, una carezza delicata, un sorriso  perché ci sono momenti delle persone che amiamo che hanno bisogno di essere metabolizzati, scansionati e ridotti a percorsi da attraversare.
Non da soli ma vanno attraversati.
Le malattie sono così e noi possiamo solo esserci.
Anche quando è faticoso, anche quando la nostra presenza sembra inutile.
Esserci, Sempre!
©Lughe

21 giugno 2026

©altalene


Il posto accanto è un posto privilegiato che non è per tutti.
È quel luogo intimo e segreto a cui si può accedere con la fiducia, la conoscenza.
Poche persone hanno questo privilegio e seppur quelle altalene non esistono più un posto accanto, per te, ci sarà sempre.
Non servono tante parole, né tante spiegazioni, basta appoggiare la spalla e ti sorreggerò.
Non sei sola, non lo sei mai stata.
©Lughe


19 giugno 2026

©lacrime


I Linking Park nelle orecchie, l'aspirapolvere che graffia il pavimento in questo venerdì di pulizie necessarie.
Tutto meccanico, automatico nell'abitudine poi un movimento sbadato e il libro si rovescia sul pavimento scoprendo una foto e sono rimasta immobile per un tempo che non so definire, guardando il tuo sorriso, i tuoi occhi divertiti e il ricordo mi ha trafitto il cuore.
Come se il mio corpo fosse di qualcuno altro si è accasciato vicino e calde lacrime sono sgorgate come un fiume in piena.
Come avevo bisogno di fare da tanto ma le persone forti non piangono, le persone forti tengono tutto nascosto nella profondità del cuore e intanto il dolore imputridisce il cuore.
Delicatamente prendo il libro la tua foto lo ripongo al suo posto ma non riesco a ricacciare indietro quel fiume di lacrime rimaste lì da così tanto da bruciare tutto.
Alzo il volume sempre più convinta che essere forti è una maledizione perché ti lascia sola.
Riaccendo l'aspirapolvere ma è come se avessi dimenticato come si fa, le mani tremanti, il corpo scosso da singhiozzi, torno in ginocchio e lascio che quel dolore e tutti i dolori che sono venuti dopo di te scivolino insieme a quelle lacrime.
Non passerà la tua mancanza ma il cuore fa meno male.
©Lughe




©pensieri in circolo


Le parole non dette lasciano che i dubbi si insinuino nella profondità della mente per ricomparire, fastidiosi e molesti, nei momenti di fragilità.
I dubbi nascono dagli equivoci delle mancate spiegazioni, della poca chiarezza di intenti e puoi scacciarli, giustificarli ma restano li a sedimentare quella sensazione di solitudine che le parole non dette lasciano.
Così i pensieri circolano e, talvolta, diventano tormenta ma non trovano mai veramente la via, solo tormenta per noi.
È come perdere una scarpa e restare claudicanti per un attimo mentre intorno si fa grigio e poi nero.
Quando accade non basta più trasformare i pensieri in parole perché quella sensazione di solitudine e di abbandono resta lì a cambiare tutto.
©Lughe


17 giugno 2026

©sospesa

Come un balcone spoglio, sospeso, sporgente e tristemente solitario con quelle persiane chiuse, così a volte mi sento quando le aspettative altrui superano qualsiasi ragionevole ipotesi.
A cosa serve spiegare che aspettarsi, sempre, qualcosa, qualsiasi cosa, è sbagliato anche dopo anni di spiegazioni e ragionamenti.
Penso che manchi l'ascolto e la capacità di capire le ragioni dell'altro in questa smania incomprensibile di voler a tutti i costi rendere l'altro a nostra immagine e somiglianza.
Non restano tante parole e così faccio silenzio e vado via.
In cuore mio ho sempre saputo che non cambierebbe nulla, forse, neanche l'assenza.
Respiro e mi allontano.
©Lughe




15 giugno 2026

© può darsi


Può darsi, è una probabilità che lascia sospesi tra il si e il no.
È indefinita e lascia spazio a pensieri ed illusioni che spesso rasentano la fantasia.
Un bel no, seppur secco e, forse, crudele è sempre meglio di un "può darsi".
Il NO non lascia spazi, non illude, non genera il malinteso dell'emozione o dell'aspettativa e allora perché non usarlo.
Certo, ci vuole coraggio a pronunciare un NO perché non lascia scampo ma lo.preferisco e preferisco usarlo se necessario.
In nessun ragionamento o interlocuzione con chiunque uso il "può darsi" se per me è NO.
Non importa se può apparire crudele e fin cinico ma non illude perché l'illusione fa molto più male di un NO.
È per questo che è NO!
©Lughe


14 giugno 2026

©il grigio della mente


Il disagio mentale fa paura ma trattarlo con uomini in divisa peggiora solo le cose.
Oggi in Pronto soccorso una fila di persone così e non ho potuto non pensare a quelle famiglie che affrontano questo disagio senza strumenti né servizi.
La paura che aleggiava nella sala d'attesa mi ha sconcertato. Sarà che con anni di esperienza personale quelle persone non mi facevano paura ma una grande tristezza persi nella loro mente, piena di nemici e di mostri pronti ad aggredirli.
Sono rimasta seduta al mio posto senza scappare perché in quel momento avevano solo bisogno di comprensione nello sguardo non di terrore.
I poliziotti e gli infermieri bravissimi seppur quelle divise erano ingombranti e spaventose agli occhi della persona che stava "svalvolando" e quella ricerca di solidarietà si è posata e i nostri sguardi si sono incrociati e il mio sorriso è stato come un sedativo in vena.
Si è diretto deciso verso di me con il poliziotto che ha provato a fermarlo ma non vi era bisogno, non c'era nessuno pericolo.
Così semplicemente un po' di gentilezza per una mente annebbiata da chissà quali mostri.
Una giornata domenicale in un pronto soccorso ad attendere, guardando come non succedeva da tanto tempo, il disagio di chi sta male e, forse, non è compreso ed è abbandonato, perché la malattia mentale fa paura.
Troppa paura.
©Lughe


12 giugno 2026

©e rock sia!


Rido e hai ragione molto rock, duro o influenzato dalle armonie più romantiche del pop  ma sempre rock.
È e resta il mio primo amore e il primo amore non si scorda mai (sorrido)
Mi rigenera e in questo lungo periodo di "intoppi" di ogni genere è una medicina miracolosa e mi permette di sfogarmi cantanto a squarcia gola, ballando sui rif di chitarra o sui rimbombo della batteria e poi con passi leggeri nell'accompagnamento mai banale del basso.
Chiudo gli occhi ed è come se il corpo avesse vita propria e segue il ritmo e la mente si svuota e il cuore smette di fare male e questo dolore costante e continuo, ogni volta che respiro, si acquieta.
Avevo dimenticato quanto è bello sedersi, ballare, scrivere e lasciare che tutto succeda senza preoccuparsi prima ma solo dopo e solo se è necessario.
E, hai ragione, i tacchi a spillo sono la mia corazza contro il mondo e se tutti gli altri non capiscono che importa.
In fondo la libertà è anche questo.
Balla con me!
©Lughe



lacasadiLughe

Ciao, sei tra le parole di Lughe, se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piace.


Grazie

per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

©copyright

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