Le parole, a volte, restano impigliate nei giorni pieni caos senza riuscire a divenire suoni sensati.
L'armonia di esse si perde nella confusione del momento lasciandole sospese e distoniche.
Nascosta dietro un cappello guardo il mondo così lontano e pieno di parole inutili, di azioni inutili.
Resto in disparte per avere cura delle parole perché non diventino tempesta, perché non diventino poltiglia nella poltiglia altrui.
Chiudo porte e metto distanza, da quella poltiglia, per non distogliere l'attenzione da chi ha bisogno di colore, di serenità, di vicinanza discreta ma attenta.
Non ho tempo né energie per chi non capisce quanto sia difficile il momento, quanto dolore cominci a riemergere per questo caos improvviso e inaspettato.
Così mi faccio scudo e le parole si impigliano in questa rete di protezione senza riuscire a diventare armoniosi suoni.
È cambiato tutto ma lo abbiamo vissuto solo noi e lo sappiamo solo noi quanto ha distrutto questo caos.
©Lughe