Un
lungo corridoio di marmo, o così a me pare, delimitato da panche di
legno che profumano di cera e incenso, in
fondo tre gradini di bianco marmo che permettono di accedere ove è
posto l'altare di granito rosa e come sfondo altre sedute di legno
intarsiate da mani d'artista a formar un semicerchio come un
abbraccio che non si chiude mai.
Mi
fermo al limite del corridoio incapace di far ubbidire le gambe al
comando che la mente impartisce, così
non vista, approfitto per osservare i volti delle persone radunate in
questo giorno invernale che profuma di pioggia.
Volti
conosciuti da sempre e solo nomi di una lunga lista.
Alle
prima panca un uomo ed una donna, spalla contro spalla silenziosi,
nello sguardo fisso sul volto di chi hanno profondamente amato,
attendono un ricordo che è solo parole nel vento di un rito che
riapre ferite faticosamente cucite.
In
sottofondo note al sax riempiono l'aria tanto da renderla soffocante e i punti si strappano e
la ferita si frastaglia in piccoli lembi che ricominciano a
sanguinare, di nuovo.
Le
domande del senso di tutto questo lascia medesime risposte, immutate
in questo tempo trascorso che sembra infinito eppur straziante nella
consapevole scia di dolore che il tempo non potrà cancellare ma solo
alleviare.
Cosa
si può dire che non sia già stato detto?
Cosa
ricordare che non sia ricordo quotidiano.
Il
dolore non è nettare che sgorga a cui il viandante assetato può
sostare ma, fiele che annulla i sorrisi e imputridisce anche quei
ricordi che nel cuore hanno lasciato colore, gioia.
Una
mano delicata si posa sulla spalla regalandomi un sorriso franco,
aperto di chi conosce anche i pensieri più nascosti. Amico,
consigliere, custode di segreti antichi nell'amicizia cresciuta insieme a noi, con
garbo mi sospinge con l'intento di farmi proseguire ma le gambe
ancora una volta non rispondono al comando e lo sguardo si perde nel suo seppur offuscato da quelle gocce che riempiono gli occhi e annegano ancora una volta il cuore.
Delicatamente, mi prende sottobraccio costringendomi ad uscire da quel
torpore di non senso in cui tutte le volte questi riti mi
avvolgono e sento
la sua voce senza percepirne le parole nel pensiero ripetuto, che
l'anima grida silenziosa: "Perchè continuare a celebrare la morte?"
Senza
volontà mi ritrovo ai piedi di quell'altare tra occhi pieni di una
aspettativa lontana da essere colmata.
Fuori
posto, questa è la sensazione, questa è la verità.
Ho continuato a camminare lasciandoli
indietro, fermi a questo giorno di anni fa incapaci di andare avanti,
incapaci di trasformare quel dolore in dolce sollievo tra i ricordi
che son ali e non macigni, avendo
chiaro come non mai, che questo dolore che avrebbe dovuto unirci ci
ha inesorabilmente allontanato scavando solchi che neanche il tempo
colmerà.
Immobile,
lascio che lo sguardo scivoli su ogni volto, catturando occhi che si
specchiano in pensieri uguali e sorrido.
Lentamente
accendo i due grandi ceri, sfioro delicatamente la sua foto, abbraccio
cuore di mamma, cuore di marito e tra sguardi attoniti ripercorro
quel lungo corridoio senza fine, o così a me pare, fino all'aria
fresca e frizzante di questo giorno invernale,
Cosa
avrei potuto dire che non sia già stato detto in tutti questi anni?
Cosa
avrei potuto ricordare che non sia ricordo quotidiano?
A
passi lenti percorro il borgo antico, tra ciottoli e pietre che sanno
di solidità, fino al canto del fiume, mi
siedo sulla nostra panchina mentre la mano si muove per far scivolare
questa rosa blu nelle sue acque. Qui
seduta, in questo giorno che è diventato data su una lapide a
ricordare non la morte ma la vita.
Vita
fatta di affetto, di note al sax, di schizzi in bianco e nero, di
generosa vicinanza con l'altrui dolore e di sorrisi e scorribande
nella gioia di vivere.
Infilo
le cuffie, chiudo gli occhi e sorrido come tu mi hai insegnato.
©Lughe
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le parole possono essere meravigliosi arcobaleni.
Molte grazie, per aver sostato e per aver lasciato un pensiero.
words can be wonderful rainbows.
Thank you so much for stopping by and leaving a thought.
les mots peuvent être de merveilleux arcs-en-ciel.
Merci beaucoup d'être passé et de laisser une pensée.