Translate

18 dicembre 2025

©Sax

Un lungo corridoio di marmo, o così a me pare, delimitato da panche di legno che profumano di cera e incenso, in fondo tre gradini di bianco marmo che permettono di accedere ove è posto l'altare di granito rosa e come sfondo altre sedute di legno intarsiate da mani d'artista a formar un semicerchio come un abbraccio che non si chiude mai.
Mi fermo al limite del corridoio incapace di far ubbidire le gambe al comando che la mente impartisce, così non vista, approfitto per osservare i volti delle persone radunate in questo giorno invernale che profuma di pioggia.
Volti conosciuti da sempre e solo nomi di una lunga lista.
Alle prima panca un uomo ed una donna, spalla contro spalla silenziosi, nello sguardo fisso sul volto di chi hanno profondamente amato, attendono un ricordo che è solo parole nel vento di un rito che riapre ferite faticosamente cucite.
In sottofondo note al sax riempiono l'aria tanto da renderla soffocante e i punti si strappano e la ferita si frastaglia in piccoli lembi che ricominciano a sanguinare, di nuovo.
Le domande del senso di tutto questo lascia medesime risposte, immutate in questo tempo trascorso che sembra infinito eppur straziante nella consapevole scia di dolore che il tempo non potrà cancellare ma solo alleviare.
Cosa si può dire che non sia già stato detto?
Cosa ricordare che non sia ricordo quotidiano.
Il dolore non è nettare che sgorga a cui il viandante assetato può sostare ma, fiele che annulla i sorrisi e imputridisce anche quei ricordi che nel cuore hanno lasciato colore, gioia.
Una mano delicata si posa sulla spalla regalandomi un sorriso franco, aperto di chi conosce anche i pensieri più nascosti. Amico, consigliere, custode di segreti antichi nell'amicizia cresciuta insieme a noi, con garbo mi sospinge con l'intento di farmi proseguire ma le gambe ancora una volta non rispondono al comando e lo sguardo si perde nel suo seppur offuscato da quelle gocce che riempiono gli occhi e annegano ancora una volta il cuore.
Delicatamente, mi prende sottobraccio costringendomi ad uscire da quel torpore di non senso in cui tutte le volte questi riti mi avvolgono e sento la sua voce senza percepirne le parole nel pensiero ripetuto, che l'anima grida silenziosa: "Perchè continuare a celebrare la morte?"

Senza volontà mi ritrovo ai piedi di quell'altare tra occhi pieni di una aspettativa lontana da essere colmata. 
Fuori posto, questa è la sensazione, questa è la verità.
Ho continuato a camminare lasciandoli indietro, fermi a questo giorno di anni fa incapaci di andare avanti, incapaci di trasformare quel dolore in dolce sollievo tra i ricordi che son ali e non macigni, avendo chiaro come non mai, che questo dolore che avrebbe dovuto unirci ci ha inesorabilmente allontanato scavando solchi che neanche il tempo colmerà.
Immobile, lascio che lo sguardo scivoli su ogni volto, catturando occhi che si specchiano in pensieri uguali e sorrido.
Lentamente accendo i due grandi ceri, sfioro delicatamente la sua foto, abbraccio cuore di mamma, cuore di marito e tra sguardi attoniti ripercorro quel lungo corridoio senza fine, o così a me pare, fino all'aria fresca e frizzante di questo giorno invernale,

Cosa avrei potuto dire che non sia già stato detto in tutti questi anni?
Cosa avrei potuto ricordare che non sia ricordo quotidiano?

A passi lenti percorro il borgo antico, tra ciottoli e pietre che sanno di solidità, fino al canto del fiume, mi siedo sulla nostra panchina mentre la mano si muove per far scivolare questa rosa blu nelle sue acque. Qui seduta, in questo giorno che è diventato data su una lapide a ricordare non la morte ma la vita.
Vita fatta di affetto, di note al sax, di schizzi in bianco e nero, di generosa vicinanza con l'altrui dolore e di sorrisi e scorribande nella gioia di vivere.

Infilo le cuffie, chiudo gli occhi e sorrido come tu mi hai insegnato.
©Lughe


JK
 

Nessun commento:

Posta un commento

le parole possono essere meravigliosi arcobaleni.
Molte grazie, per aver sostato e per aver lasciato un pensiero.

words can be wonderful rainbows.
Thank you so much for stopping by and leaving a thought.

les mots peuvent être de merveilleux arcs-en-ciel.
Merci beaucoup d'être passé et de laisser une pensée.


lacasadiLughe

ciao, sei tra le parole di Lughe

se hai voglia e mi lasci un tuo pensiero ti leggerò con piacere.
Grazie, per esserti fermat@ tra le mie parole, spero ti abbiano fatto compagnia.

ARRIVEDERCI A PRESTO

©copyright

Ciao, quello che hai letto sono le parole di Lughe, se condividi, se prelevi, lascia un messaggio, per favore. Verrò a leggerti con piacere. Grazie!

Cerca nel blog